<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-1426462185222444347</id><updated>2011-04-21T23:52:50.245+02:00</updated><category term='6. La discussione moderna sull&apos;Inferno'/><category term='4. Chiesa Antica e l&apos;Inferno'/><category term='3. N.T. e l&apos;Inferno'/><category term='Dissertazione sui veri e falsi miracoli e sul potere dei demoni e degli angeli sui corpi'/><category term='Il video dell&apos;esorcismo di Padre Alfredo Pallotta'/><category term='8. Le pene dell&apos;Inferno e richiamo alla conversione'/><category term='5. Tendenze opposte e la reazione del Magistero sull&apos;Inferno'/><category term='1. Introduzione'/><category term='Il diavolo esiste'/><category term='L&apos;Inferno visto da Santa Faustina Kowalska'/><category term='Esorcismo ministero esercitato nella Chiesa'/><category term='7. Contesto sistematico della tematica sull&apos;Inferno'/><category term='Perchè esiste il male?'/><category term='2. A.T. e Inferno'/><category term='Creazione e Caduta'/><category term='Il male ci perseguita? Perchè?'/><category term='Esorcismo: da Gesù Cristo a Giovanni Paolo II'/><title type='text'>SPEZZA LE CATENE - Sull'Inferno - Teologia,Preghiere,Testimonianze</title><subtitle type='html'>Cos'è l'inferno secondo la tradizione della Chiesa Cattolica. Teologia, Preghiere e Testimonianze</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://spezzalecatene.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1426462185222444347/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spezzalecatene.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Movimento Gospa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14944804856204661739</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>18</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1426462185222444347.post-5282098963017482593</id><published>2008-05-03T15:30:00.004+02:00</published><updated>2008-05-03T15:39:11.809+02:00</updated><title type='text'>COME CONSULTARE IL BLOG</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;Scegli sopra l'argomento cliccando con il mouse.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;Ti consigliamo di leggere le catechesi: capitoli 1-8. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;Poi il resto.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;- Questo blog è in continua evoluzione -&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;font-size:130%;"&gt;Grazie per l'attenzione&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;font-size:130%;"&gt;buona preghiera e buono studio!&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1426462185222444347-5282098963017482593?l=spezzalecatene.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1426462185222444347/posts/default/5282098963017482593'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1426462185222444347/posts/default/5282098963017482593'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spezzalecatene.blogspot.com/2008/05/per-leggere-scegli-sopra-largomento.html' title='COME CONSULTARE IL BLOG'/><author><name>Movimento Gospa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14944804856204661739</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1426462185222444347.post-1619061349205011182</id><published>2008-05-03T15:00:00.003+02:00</published><updated>2008-05-03T15:04:32.164+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il video dell&apos;esorcismo di Padre Alfredo Pallotta'/><title type='text'>Il video dell'esorcismo di Padre Alfredo Pallotta</title><content type='html'>È la sconfitta di Satana. Il Male messo in fuga dalla luce del Bene che si rispecchia nel sorriso di una fanciulla. È la storia vera di un esorcismo fermato su una pellicola che «Discovery Channel» ha trasmesso in America. Urla, gemiti, preghiere, dolore. I filmati dei «Bambini posseduti» stanno choccando l'America intera.&lt;br /&gt;Film o cronaca? Storie di vita come il caso di Martina, adolescente lucchese che ora abita a Montecatini.&lt;br /&gt;Il filmato che la vede protagonista è stato girato all'interno del santuario di S. Gemma a Lucca dove fino a pochi anni fa esercitava il suo ministero di esorcista padre Alfredo Pallotta, appartenente all'ordine dei passionisti.&lt;br /&gt;Il religioso poi è stato trasferito, forse perché la sua missione alimentava un certo clamore, e ora si trova alle porte di Firenze a Tavarnuzze, nel convento dei padri passionisti intitolato a S. Paolo della Croce.&lt;br /&gt;Il video girato da una troupe dell'inglese Channel 4 è stato acquistato, sembra a prezzo cospicuo, da «Discovery Channel» e trasmesso recentemente.&lt;br /&gt;Le reazioni sono state molteplici. I più hanno apprezzato la misura e «la verità» dell'esorcismo da parte di padre Alfredo. Ma alcuni spettatori hanno parlato addirittura di montaggio e di fatto costruito un po' ad arte. Ma chi conosce padre Alfredo (e sono molti in Toscana, perché ora l'esorcista, col permesso dei vescovi dei vari luoghi, scaccia i diavoli in tutta la regione), sostiene che non c'è niente di falso, tutto è autentico.&lt;br /&gt;Ora, padre Alfredo ci tiene a rilevarlo, non sarebbe più possibile avere questo video.&lt;br /&gt;La Chiesa proibisce espressamente qualsiasi ripresa o riproduzione dell'esorcismo in diretta. Ma sino a poco tempo fa non c'era nessun divieto e quindi il religioso non ha infranto nessuna regola, tanto da ricevere una lettera di complimenti dal principe degli esorcisti padre Gabriele Amorth. «Sono molto lieto - scrive padre Amorth - di avere visto la videocassetta col tuo esorcismo. Farà molto del bene e sono contento se anche la televisione americana la riprodurrà. Altre televisioni hanno trasmesso esorcismi facendo solo vedere scene di sofferenza. La tua è molto positiva perché fa vedere dopo la sofferenza la ragazza lieta e sorridente. Abbiamo proprio bisogno di esorcisti come te». Quello che si vede nel video è molto suggestivo. L'adolescente assistita dai genitori è tenuta ferma e reagisce violentemente quando viene spruzzata dell'acqua benedetta. Con voce un po' cavernosa, ma non artefatta la ragazza, proprio con gli occhi «spiritati», si agita, grida, rivolge al religioso che usa tutti gli strumenti del rito: dal crocifisso all'aspersorio con una stola violacea, le offese più atroci. Lui rimaneimpassibile, continua con le sue invocazioni alla Trinità e ribatte intimando al diavolo di andarsene dall'adolescente. Ma il diavolo reagiscescaraventando la giovane contro padre Alfredo, e continua a ripetere che la ragazza è di sua proprietà; ha potere su quel corpo e su quell'anima.L'esorcista chiede anche che il diavolo confermi la sua esistenza, caso mai ci fossero dei dubbi, e viene accontentato. Satana afferma la sua esistenza e il suo dominio. Dopo un lavoro lento, paziente, fatto anche di sconfitte, finalmente Martina viene «liberata». «Ero in un lungo tunnel - racconta la ragazza - buio buio e correvo perché volevo raggiungere la luce che mi illuminava il viso come un raggio di vita».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1426462185222444347-1619061349205011182?l=spezzalecatene.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1426462185222444347/posts/default/1619061349205011182'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1426462185222444347/posts/default/1619061349205011182'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spezzalecatene.blogspot.com/2008/05/il-video-dellesorcismo-di-padre-alfredo.html' title='Il video dell&apos;esorcismo di Padre Alfredo Pallotta'/><author><name>Movimento Gospa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14944804856204661739</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1426462185222444347.post-59295397289420231</id><published>2008-05-03T14:51:00.001+02:00</published><updated>2008-05-03T14:53:31.417+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='L&apos;Inferno visto da Santa Faustina Kowalska'/><title type='text'>L'Inferno visto da Santa Faustina Kowalska</title><content type='html'>Kowalska Elena (Maria Faustina) nacque il 25 marzo 1955 a Glogowiec, in Polonia. Entrò nella Congregazione della B. V. M. della Misericordia. Per ordine del suo Direttore spirituale scrisse il diario personale, che intitolò "La Divina Misericordia nell'anima mia". Morì a 33 anni il 5 ottobre 1938.&lt;br /&gt;Anche S. Faustina Kowalska, la confidente dell'Amore misericordioso di Gesù, fece l'esperienza dell'inferno.&lt;br /&gt;Ecco come lei racconta l'evento: "Oggi sotto la guida di un angelo, sono stata negli abissi dell'inferno. È un luogo di grandi tormenti per tutta la sua estensione spaventosamente grande. Queste le varie pene che ho visto: la prima pena, quella che costituisce l'inferno, è la perdita di Dio; la seconda, i continui rimorsi di coscienza; la terza, la consapevolezza che quella sorte non cambierà mai; la quarta pena è il fuoco che penetra l'anima, ma non l'annienta; è una pena terribile:&lt;br /&gt;... è un fuoco puramente spirituale acceso dall'ira di Dio; la quinta pena è l'oscurità continua, un orribile soffocante fetore, e benché sia buio i demoni e le anime dannate si vedono fra di loro e vedono tutto il male degli altri ed il proprio; la sesta pena è la compagnia continua di satana; la settima pena è la tremenda disperazione, l'odio di Dio, le imprecazioni, le maledizioni, le bestemmie.&lt;br /&gt;Queste sono pene che tutti i dannati soffrono insieme, ma questa non è la fine dei tormenti. Ci sono tormenti particolari per le varie anime che sono i tormenti dei sensi. Ogni anima con quello che ha peccato viene tormentata in maniera tremenda e indescrivibile. Ci sono delle orribili caverne, voragini di tormenti, dove ogni supplizio si differenzia dall'altro. Sarei morta alla vista di quelle orribili torture, se non mi avesse sostenuta l'onnipotenza di Dio. Il peccatore sappia che col senso col quale pecca verrà torturato per tutta l'eternità ".&lt;br /&gt;E aggiunge: "Scrivo questo per ordine di Dio, affinché nessun'anima si giustifichi dicendo che l'inferno non c'è, oppure che nessuno sa come sia. Io, Suor Faustina Kowalska, per ordine di Dio sono stata negli abissi dell'inferno, allo scopo di raccontarlo alle anime e testimoniare che l'inferno c'è. Quello che ho scritto è una debole ombra delle cose che ho visto. Una cosa ho notato e cioè che la maggior parte delle anime che ci sono, sono anime che non credevano che ci fosse l'inferno".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come si presenta, allora, l'inferno nella visione di Sr. Faustina? Eccone le linee essenziali:&lt;br /&gt;a ) L'inferno è un luogo di grandi tormenti per tutta la sua estensione spaventosamente grande. Orribili caverne e voragini di tormenti dove ogni supplizio si differenzia dall'altro.&lt;br /&gt;b ) Le pene principali che straziano i dannati sono sette: La perdita di Dio: è la cosiddetta pena del danno, quella che costitui¬sce veramente l'inferno; I continui rimorsi di coscienza. I dannati saranno torturati dal ricordo dei peccati commessi; dal ricordo dei tanti aiuti ricevuti e non accettati. Avrebbero potuto salvarsi così facilmente e invece... La consapevolezza che tale stato spaventoso non cambierà mai . La tremenda disperazione con l'odio contro Dio e le bestemmie e le imprecazioni. Essi saranno sempre lontani da Dio e nel fuoco. Non usciranno più da quel carcere di disperazione e di morte. Il fuoco: è la pena che riassume tutte le pene che vanno sotto il nome di "pena del senso", quel fuoco puramente spirituale, acceso dall'ira di Dio che penetra l'anima senza annientarla. Con il fuoco l'oscurità continua con un orribile fetore soffocante, la compagnia continua di satana.&lt;br /&gt;c ) Queste sono pene che tutti i dannati soffrono, ma non è questa la fine dei tormenti. Ci sono tormenti particolari per le varie anime che sono i tormenti dei sensi. Ogni anima con quello che ha peccato viene tormentata in maniera tremenda e indescrivibile. Ci sono delle orribili caverne, voragini di tormenti, dove ogni supplizio si differenzia dall'altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E qui Sr. Faustina aggiunge: quanto rivelato e scritto sull'inferno è solo una pallida ombra della realtà.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1426462185222444347-59295397289420231?l=spezzalecatene.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1426462185222444347/posts/default/59295397289420231'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1426462185222444347/posts/default/59295397289420231'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spezzalecatene.blogspot.com/2008/05/linferno-visto-da-santa-faustina.html' title='L&apos;Inferno visto da Santa Faustina Kowalska'/><author><name>Movimento Gospa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14944804856204661739</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1426462185222444347.post-2066096347813825558</id><published>2008-05-03T14:45:00.002+02:00</published><updated>2008-05-03T14:49:39.791+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Creazione e Caduta'/><title type='text'>La CREAZIONE e la CADUTA</title><content type='html'>Si ignora quando e come gli angeli siano stati creati, e questo non ha senza dubbio affatto importanza. Ogni giusto presuppone che Dio li trasse dal nulla probabilmente prima della creazione dell'universo materiale, certamente prima di quella dell'uomo e della donna, ma esegeti e teologi sono molto imbarazzati per dare una risposta più precisa. Sant'Agostino pensa che essi furono creati allo stesso tempo della luce. La stigmatizzata tedesca Santa Anna Caterina Emmerich (1774-1824), da buona monaca agostiniana, sembra raggiungere su questo punto il suo padre spirituale: Questa visione è forse la prima che ebbi. Ero allora una bambina dai cinque ai sei anni, e credevo che ognuno vedesse quelle cose, come noi vediamo quello che ci circonda (...).&lt;br /&gt;Vidi prima di tutto uno spazio infinito di luce estendersi davanti a me, e, in questa distesa, come un globo ancor più luminoso nel quale ho scorto l'Unità della Trinità. Io la chiamavo in me stessa acquiescenza, e vi vidi come un'operazione verso l'esteriore: allora apparvero sotto il globo i cori degli spiriti celesti, tali come dei cerchi concentrici od anelli si estendono all'infinito, splendenti di luce, di forza e di bellezza. Questo mondo di luce stava come un sole sotto il primo globo, ed insieme tutti questi cori angelici si portarono verso questi in uno slancio d'amore. Ella raggiunse ugualmente la Bibbia, i Padri ed i Dottori, sul numero degli spiriti celesti, che tutti si accordano nel dire immenso: Vedi, o uomo, davanti a quale folla di testimoni tu entrerai in giudizio. Tutta la razza umana sarà presente. Evoca in ogni spirito tutti gli uomini che sono esistiti da Adamo fino ai giorni nostri. E' un'immensa moltitudine. Essa è ancora piccola, poiché gli angeli sono molto più numerosi: essi sono le 99 pecore, nel mentre che l'umanità non ne rappresenta che una. E' scritto in effetti che i Suoi servi sono mille volte mille, non che questo numero definisca la loro moltitudine, ma perché il Profeta non ne ha potuto esprimere uno più grande.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Santa FRANCESCA ROMANA (1386-1440), senza dubbio la meglio informata in mezzo ai mistici sull'angelologia, vedendoli uscire dalle mani del Creatore "come quando cade la neve e che vi sono nell'aria tanti fiocchi riuniti": Vide anche l'ammirabile serva di Cristo la creazione degli angeli, e dice come essi furono creati tutti insieme purissimi e bellissimi, poi furono distinti in gruppi e questa distinzione fu marcata con dei colori differenti, e questo secondo la propria dignità. Anche in questa distinzione, la bellezza conobbe o piuttosto discernette quelli che dovevano perseverare nella grazia, opposti a quelli che dovevano perdersi. E dice la beata che questi ultimi erano grosso modo il terzo. E quando ella li vide creare, fu così bello sia da parte del Creatore che da parte degli angeli, che non potendolo esprimerla, la bellezza tutta si infiammava come serafica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Già prima di lei, Santa ANGELA DA FOLIGNO (1248-1309) non poteva nascondere la sua meraviglia di fronte alla moltitudine degli spiriti prosternati in adorazione intorno al Cristo, che ella contemplò una volta durante la messa. Ancora ella non vedeva che una piccola frazione dell'esercito celeste: La loro moltitudine era affascinante e così perfettamente innumerevoli, che, se il numero e la misura non erano le leggi della creazione, avrei creduto senza numero e senza misura la sublime folla che vedevo. Io non vedevo finire questa moltitudine né in larghezza, né in lunghezza, vedevo folli superiori alle nostre cifre.&lt;br /&gt;Nella stessa visione iniziale, Anna Caterina Emmerich assistette alla ribellione ed alla caduta di una parte di loro, che ella vide prodursi subito dopo la creazione del mondo angelico: Vidi subito una parte di questi cerchi immobilizzarsi in se stessi. Essi stavano immobili nella loro bellezza, ne concepirono una voluttà egoistica e, considerando che ogni bellezza era in essi, essi si ripiegarono e si fissarono in se stessi. All'inizio, tutti erano trasportati fuori di essi con un movimento superiore, ora una parte tra di essi si fissarono in se stessi e, allo stesso momento, vidi tutta questa porzione dei cori luminosi crollare ed oscurarsi, nel mentre che gli altri spiriti celesti li respingeva e riempivano gli spazi che essi avevano lasciati vacanti, di modo che l'insieme della sfera angelica divenne più piccola di prima. Ma non ho visto che gli angeli rimasti fedeli abbiano inseguito gli altri avventurandosi al di là dei limiti del mondo di luce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La stigmatizzata tedesca TERESA NEUMANN (1898-1962) ebbe anch'ella, il 29 settembre 1928, una visione della ribellione e della caduta degli angeli: Oggi, festa dell'arcangelo San Michele, Teresa contempla il mondo angelico (luminose figure di adolescenti, vestiti di ampie vesti di luce d'un bianco scintillante), dispiegandosi in diversi ordini, con 12 arcangeli al vertice. All'inizio, gli angeli sono ancora tutti belli e buoni, e cantano. Poi sorge una lotta in gesti, parole e movimenti, durante la quale circa un terzo degli spiriti angelici si oscura ed anche quattro tra di essi. Allora gli angeli rimasti luce e gli angeli diventati oscurità si dispongono in due eserciti pronti al combattimento, gli angeli scuri sotto la guida del più potente degli arcangeli, ed i buoni sotto il comando di colui che viene subito dopo di lui in dignità e che li riunisce al grido di Michaël! La lotta prosegue fino al momento in cui gli angeli buoni respingono i cattivi nelle profondità. E gli spiriti vittoriosi intonano con allegrezza: "Kadosch, kadosch, kadosch". La caduta degli spiriti ribelli - chiamati oramai demoni - è l'episodio più drammatico della storia del mondo angelico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per sottolinearne l'orrore, i Padri della Chiesa hanno applicato a Lucifero, il capo degli angeli decaduti, quelle parole del profeta Isaia: Come sei caduto dal cielo / Astro brillante, figlio dell'aurora? / Come sei stato gettato a terra,  Tu che soggiogavi tutte le nazioni? / Tu che dicevi nel tuo cuore: Salirò nei cieli, Al di sopra delle stelle di Dio / Erigerò il mio trono, Siederò sulla montagna dell'Incontro / Nelle profondità del settentrione: Salirò sulle vette delle nubi, Sarò simile all'Altissimo (Is 14, 12-14).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo dramma è evocato nell'Apocalisse di Giovanni, sotto la forma simbolica d'una lotta:  E vi fu una guerra nel cielo: Michele ed i suoi angeli facevano la guerra al Dragone. Ed il Dragone fece la guerra, così come pure i suoi angeli, ed essi non ebbero il sopravvento, e non si trovò più posto per loro nel cielo. E fu gettato, il Dragone, il grande (Dragone), il Serpente, l'antico (Serpente), colui che si chiama Diavolo ed il Satana, colui che sperde il mondo intero; fu gettato sulla terra ed i suoi angeli furono gettati con lui (Ap 12, 7-9).&lt;br /&gt;Come su di uno schermo panoramico, Anna Caterina Emmerich contemplò la lotta, in un silenzio totale che rendeva la visione ancor più impressionante, al punto che ella non trovò parole per descriverla. Ed ella concluse: Vi sarà una dura lotta, e questa lotta sembrò all'anima mia infinitamente lunga, al punto che è quasi impossibile. Ma la lotta si svolge ora sulla terra, poiché non vi è più lotta in cielo, così come l'ha decretato Dio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una leggenda riporta che le tracce di questa lotta sono ancora visibili ai giorni nostri in quello che si chiama il Colorado Provenzale, regione di colline e di gole del paese di Apt, ai piedi del Lubéron: il colore rosso della roccia - che fino all'inizio del XX secolo alimentò una fiorente industria dell'ocra - sarebbe dovuta al sangue degli angeli ribelli respinti dall'angelo Gabriele, che avrebbe imbevuto la terra. Come pure, la pietra innalzata che indica la cappella San Miguel de Lorencajal, in Spagna, sarebbe la roccia con la quale l'arcangelo avrebbe messo Lucifero groggy al momento della grande lotta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mistica GABRIELLE BOSSIS (1874-1950), afferma di aver inteso Gesù confidargli che la storia dell'umanità finirà quando le file lasciate vuote in paradiso dagli angeli decaduti saranno colmati da un numero di eletti corrispondente. Come dire quanto siano numerosi gli angeli!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa rivelazione non ha nulla di originale, già Santa ILDEGARDE DI BINGEN (1098-1179) ne faceva stato, a seguito di autorità altrettanto incontestabili come Sant'Agostino e San Bernardo: (I cori celesti) conobbero allora le meraviglie di Dio in uno splendore ineguagliabile. Essi compresero che una tale lotta non avrebbe più avuto luogo in cielo e che nessun angelo d'ora in poi sarebbe caduto dal cielo. E seppero nella pura divinità che il numero degli spiriti decaduti stava per essere rimpiazzato con di vasi d'argilla. Sapendo dunque che il numero di quelli che erano caduti stava per esser restaurato, essi si misero a dimenticare la caduta, come se essa non fosse esistita.&lt;br /&gt;L'affermazione sarà ripresa da Bossuet, da Anna Caterina Emmerich, da altri mistici ancora: "Ma che Gabrielle la senta dalla bocca di Gesù è prezioso, poiché vi è là una veduta escatologica molto interessante". Gabrielle Bossis cominciò ad avere delle locuzioni di Cristo nel 1936, al momento di una traversata transatlantica. Ella aveva allora sessantadue anni, ed annotò quelle parole interiori, che furono pubblicate in sette fascicoli sotto il titolo "Lui ed io". Soprattutto, gli uomini conoscono questa lotta nel quotidiano, questo confronto implacabile al mistero del Male, alla sofferenza, alla tentazione. Più ancora i santi, che la loro ricerca di Dio, la loro comunione con le miserie dei loro fratelli e la loro prossimità con la creazione rendono ipersensibili alle devastazioni causate dal peccato, ma lucidi anche sulle loro proprie debolezze ed i loro limiti. Essi sanno che sono nel cuore della lotta, che le anime ne sono il pegno, ma anche che l'aiuto di Dio e dei suoi angeli non verrà mai loro meno, come lo illustra l'aneddoto seguente. Un giorno, abba Mosé - un vecchio brigante convertito, come molti anacoreti venuti ad espiare nella solitudine gli smarrimenti della loro vita passata - se ne va a trovare Isidoro il Solitario, che viveva ritirato nel deserto di Scete: tentato dal demonio impuro, egli andava per chiedere presso il santo eremita conforto ed incoraggiamento. Abbandonando la confezione dei cesti (sua occupazione favorita, con la preghiera), Isidoro lo fece salire con lui sul tetto in terrazza della sua cella: - Guarda verso l'occidente! Mosé vide allora, sulla linea del ponente, una moltitudine di demoni che si preparavano rumorosamente alla lotta. Spaventato, egli si volse verso il solitario, che proseguì: - Guarda verso l'oriente! Questa volta, Mosé vide un immenso esercito di angeli più splendenti del sole, assorti in silenzio nella preghiera e schierati in ordine di battaglia. E Isidoro a concludere: - Quelli che tu hai visto ad occidente, ecco quelli che attaccano i santi; quelli che hai scorti ad oriente, sono quelli che Dio invia in soccorso ai santi. Riconosci dunque che il numero e la forza stanno al nostro fianco. Tutto ingagliardito, Mosé riguadagnò il suo eremitaggio, ben deciso a non lasciarsi più impressionare dalle tentazioni del diavolo. Questo accadeva nel V secolo.&lt;br /&gt;E' accaduto a diversi santi di essere in contatto diretto con Satana, subendo i suoi assalti immediati nella loro anima, ma anche nella loro carne: senza risalire fino ad Antonio il Grande, nel III secolo, od a Martino di Tours, cento anni più tardi, si conoscono gli esempi del santo curato d'Ars, ben certo, ma anche di Giovanni Calabria, di Padre Pio e di Marta Robin, per non citarne che i più recenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo sembrerebbe insensato, farebbe sorridere gli spiriti forti, ma YVONNE-AIMÉE DI GESÚ (Yvonne Beauvais, 1901-1951), la celebre religiosa di Malestroit, risponde da esperta, ella a cui il diavolo infliggeva crudeli e ben reali sevizie, di cui il suo corpo portò le cicatrici fino alla sua morte: Dire che vi sono delle persone sapienti che negano l'esistenza personale e l'azione del demonio! Vorrei ben vedere quale faccia farebbero se lo trovassero sotto una forma visibile, ai piedi del loro letto, rientrando nella loro stanza, la sera! Gli spiriti celesti, che per esperienza sanno il prezzo della sconfitta - la dannazione eterna - hanno ricevuto da Dio "ordine di custodire gli uomini in tutte le (loro) vie" (Salmo 91, 11). Questa missione, che essi esercitano secondo i modi più diversi in funzione delle circostanze e del temperamento di ognuno, è devoluta particolarmente a taluni tra di essi, gli angeli custodi: noi li incontreremo lungo queste pagine.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1426462185222444347-2066096347813825558?l=spezzalecatene.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1426462185222444347/posts/default/2066096347813825558'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1426462185222444347/posts/default/2066096347813825558'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spezzalecatene.blogspot.com/2008/05/la-creazione-e-la-caduta.html' title='La CREAZIONE e la CADUTA'/><author><name>Movimento Gospa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14944804856204661739</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1426462185222444347.post-6017670523254514655</id><published>2008-05-03T14:43:00.002+02:00</published><updated>2008-05-03T14:43:59.795+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il male ci perseguita? Perchè?'/><title type='text'>Il male ci perseguita? Perchè?</title><content type='html'>“Incessantemente chino sull'uomo per difenderlo, stimolarlo e ispirarlo, l'angelo custode si rattrista forse per quello che affligge il suo protetto: perdite materiali, insuccessi professionali, incidenti, malattie, vecchiaia, incostanze, mancanze, peccati? Accompagnando l'uomo in tutte le sue vie, l'angelo custode non ha talvolta di che rattristarsi? Qual'è l'atteggiamento dell'angelo di fronte al problema che è un tormento segreto per i credenti insufficientemente illuminati e un ostacolo per gli increduli nel loro cammino verso la verità: vale a dire il male, nelle sue diverse manifestazioni, che c'è nel mondo? Come reagisce l'angelo all'obiezione frequente: “Se Dio esistesse non permetterebbe il male. Il male c'è, quindi Dio non esiste?”.&lt;br /&gt;Qui si presenta un dilemma. O l'angelo soffre per le nostre prove e quindi non gode una felicità perfetta, o il nostro angelo custode non piange con quelli che piangono, rimane indifferente come un egoista e freddo di fronte ai mali che ci affliggono e quindi gli manca la comprensione e la simpatia. La soluzione data da San Tommaso a questo problema apparentemente insolubile ci apre profonde prospettive sul mondo degli angeli e sulla vita umana. «Gli angeli - afferma San Tommaso - non provano dolore né dei peccati né delle pene degli uomini. Nel mondo avviene soltanto ciò che è conforme alla divina giustizia e che da lei è tollerato, per cui gli angeli e gli altri beati aderiscono totalmente all'ordine della divina giustizia. Ma perché allora Dio permette il male? Perché non può fare altrimenti? Certamente no. Egli è onnipotente. Gli basterebbe un nonnulla per prevenire il delitto di un assassino o le persecuzioni di un tiranno o per abbattere un prepotente dittatore ecc. Se Dio tollera un male è sempre e unicamente per ricavarne un bene, a breve o a lunga scadenza.&lt;br /&gt;San Tommaso spiega questo stile divino con un esempio molto semplice: il comportamento di un navigante il cui battello, carico di merci, rischia di affondare in mezzo al mare in burrasca. Il navigante non vuole gettare in mare la mercanzia, ma lo vuole nell'imminenza di un grave pericolo di morte. Questa perdita si risolve per lui in un guadagno. Ha la vita salva! Da un male ricava un bene. Sacrifica il meno, la mercanzia, e salva il più, la vita. Agisce saggiamente. Ostinandosi a voler salvare la sua merce, perderebbe il battello e la vita. Così agisce Dio, quando tollera le malattie e le epidemie, i terremoti e le inondazioni, i delitti e le guerre, le colpe morali, i sacrilegi, le apostasie degli individui e dei popoli: se non impedisce questi mali - e lo potrebbe fare facilmente - è perché la sua sapienza e la sua potenza ne ricaveranno un giorno o l'altro dei beni più grandi. Dagli oscuri abissi della miseria umana, la misericordia di Dio sa trarre tesori imprevedibili.&lt;br /&gt;Questo lo sanno bene gli angeli, perciò non si affliggono delle nostre pene. Non è dunque affatto per indifferenza che gli angeli non si rattristano davanti alle disgrazie e alle colpe dei loro protetti, ma in ragione di una conoscenza più penetrante di questi mali. La loro serenità non deriva da ignoranza, ma da una scienza superiore. Mentre l'occhio dell'uomo si ferma alla scorza rugosa delle prove, senza discendere nella profondità né considerare l'avvenire, lo sguardo dell'angelo custode attraversa la scorza, entra nell'interno e penetra l'avvenire. Nel seme gettato in terra egli discerne già la spiga. L'angelo partecipa della scienza di Dio che con un solo sguardo abbraccia tutte le cose, passate, presenti e future. In una pagina magnifica, degna di Sant'Agostino, Pio XII raffronta le vedute limitate degli uomini con la scienza infinita di Dio, della quale partecipano gli angeli:&lt;br /&gt;“Tutti gli uomini sono quasi fanciulli dinanzi a Dio, tutti, anche i più profondi pensatori, i più sperimentati condottieri dei popoli. Essi giudicano gli avvenimenti con la veduta corta del tempo che passa e vola irreparabile. Dio li guarda invece dalle altezze e dal centro immoto della eternità. Essi hanno davanti ai loro occhi l'angusto panorama di pochi anni; Dio invece ha davanti a sé il panorama universale dei secoli. Essi ponderano gli umani eventi dalle loro cause prossime e dai loro effetti immediati; Dio li vede nelle loro cause remote e li misura nei loro effetti lontani. Essi vorrebbero la giustizia immediata e si scandalizzano dinanzi alla potenza effimera dei nemici di Dio, alle sofferenze e alle umiliazioni dei buoni. Ma il Padre celeste che nel lume della sua eternità abbraccia, penetra e domina le vicende dei tempi, al pari della serena pace dei secoli senza fine, continua e continuerà a far sorgere il suo sole sopra i buoni e i cattivi, a guidare i loro passi di fanciulli, con fermezza e tenerezza. È solo necessario che si lascino condurre da Lui e confidino nella potenza e nella saggezza del Suo amore per loro”.&lt;br /&gt;Fra Giovanni della Croce è gettato dai suoi fratelli carmelitani in un carcere del convento di Toledo. Gesto esecrabile, dal quale tuttavia Dio saprà ricavarne meraviglie! Fu precisamente nella sua oscura prigione di Toledo che ricevette le grazie di luce e di amore che lo condussero al più alto grado della vita mistica. Dopo la sua liberazione egli parlava dei suoi carcerieri come di benefattori insigni. La sua unione intima con Dio gli permetteva di partecipare in qualche modo a quella visione profonda che gli angeli, aderendo ai disegni di Dio, hanno degli avvenimenti e che serve loro per comprendere che se Dio permette un male, non è che per ricavarne un bene maggiore. Immaginiamo Ignazio di Loyola ferito gravemente all'assedio di Pamplona da una pallottola francese che gli spezza una gamba. Cerchiamo di rappresentarci le reazioni dei suoi amici. “Che disgrazia - avranno esclamato alcuni - ecco una brillante carriera interrotta..”.&lt;br /&gt;“Che fortuna - avranno pensato altri - è una liberazione! Toccato dalla grazia il capitano Inigo Lopez (questo era il suo nome) si impegnerà in una carriera incomparabilmente più nobile e più utile agli uomini che il mestiere delle armi!”. Come i nostri angeli custodi, così i santi del cielo e quindi i nostri defunti, liberati dalle fiamme del purgatorio ed entrati nella luce di Dio, conservano la serenità dinanzi al mali temporali e ai peccati degli uomini. Sulle prime questo atteggiamento imperturbabile sembra inumano ed incomprensibile. Si dirà: una madre entrata in paradiso come potrà non rattristarsi delle prove dei figli rimasti sulla terra? Non parteciperebbe alle loro preoccupazioni materiali? Non soffrirebbe per i loro peccati? Non fremerebbe vedendoli sulla via della perdizione? È necessario ripeterlo: la serenità dei cittadini del cielo dinanzi ai mali che affliggono gli abitanti della terra non è il frutto dell'ignoranza, né dell'indifferenza di chi, divenuto ricco, dimentica la sorte dei suoi compagni di via. È piuttosto il frutto di una scienza più profonda e di un amore più illuminato. Poiché la loro volontà è totalmente unita a quella di Dio, gli eletti entrati nella sua pace non provano né contrarietà né sofferenza alla vista delle vicissitudini degli uomini. La loro intelligenza, essendo immersa in quella di Dio, vede nelle prove degli uomini lo svolgimento dei disegni di Dio che sono tutti adorabili. Una mistica inglese, Giuliana da Norwich, preoccupata del problema del male e della sofferenza, comunicava le sue inquietudini a Nostro Signore.&lt;br /&gt;Egli la tranquillizzò, invitandola a confidare nel suo amore e nella sua onnipotenza: “Alla fine vedrai che tutto era bene”. “Alla fine”: ecco la parola chiave che illumina il problema del male. L'angelo vede la fine. L'uomo, che si avvale solo della ragione, ignora questa fine e insorge contro la sofferenza. Il credente, dotato di una fede debole, la sopporta malvolentieri, mentre il cristiano dalla fede viva crede in uno sbocco felice. Più vigorosamente crede, tanto più partecipa - senza mai uguagliarla - alla serenità imperturbabile degli angeli davanti al male. La pace profonda è una caratteristica degli amici di Dio. Essa risiede nell'intimo della loro anima e traspare dal loro viso e dal loro sguardo”. [ ... ma gli Angeli esistono davvero?   Ed. Medjugorje ].&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1426462185222444347-6017670523254514655?l=spezzalecatene.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1426462185222444347/posts/default/6017670523254514655'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1426462185222444347/posts/default/6017670523254514655'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spezzalecatene.blogspot.com/2008/05/il-male-ci-perseguita-perch.html' title='Il male ci perseguita? Perchè?'/><author><name>Movimento Gospa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14944804856204661739</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1426462185222444347.post-5494906475074757419</id><published>2008-05-03T14:40:00.001+02:00</published><updated>2008-05-03T14:40:56.724+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Perchè esiste il male?'/><title type='text'>Perchè esiste il male?</title><content type='html'>Se Dio Padre onnipotente, Creatore del mondo ordinato e buono, si prende cura di tutte le sue creature, perché esiste il male? A questo interrogativo tanto pressante quanto inevitabile, tanto doloroso quanto misterioso, nessuna rapida risposta potrà bastare. E' l'insieme della fede cristiana che costituisce la risposta a tale questione, la bontà della creazione, il dramma del peccato, l'amore paziente di Dio che viene incontro all'uomo con le Sue Alleanze, con l'Incarnazione redentrice del Suo Figlio, con il dono dello Spirito, con il radunare la Chiesa, con la forza dei sacramenti, con la vocazione ad una vita felice, alla quale le creature libere sono invitate a dare il loro consenso, ma alla quale, per un mistero terribile, possono anche sottrarsi.&lt;br /&gt;Non c'è un punto del messaggio cristiano che non sia, per un certo aspetto, una risposta al problema del male . Ma perché Dio non ha creato un mondo a tal punto perfetto da non potervi essere alcun male? “Nella sua infinita potenza, Dio potrebbe sempre creare qualcosa di migliore” (San Tommaso d'Aquino, Summa theologiae, I, 25, 6).&lt;br /&gt;Tuttavia, nella sua sapienza e nella sua bontà infinite, Dio ha liberamente voluto creare un mondo “in stato di via” verso la sua perfezione ultima. Questo divenire, nel disegno di Dio, comporta, con la comparsa di certi esseri, la scomparsa di altri; con il più perfetto anche il meno perfetto, con le costruzioni della natura anche le distruzioni. Quindi, insieme con il bene fisico esiste anche il male fisico, finché la creazione non avrà raggiunto la sua perfezione (San Tommaso d'Aquino, Summa contra gentiles, 3, 71). Gli angeli e gli uomini, creature intelligenti e libere, devono camminare verso il loro destino ultimo per una libera scelta e un amore di preferenza. Essi possono, quindi, deviare. In realtà, hanno peccato. E' così che nel mondo è entrato il male morale, incommensurabilmente più grave del male fisico. Dio non è in alcun modo, né direttamente né indirettamente, la causa del male morale. Però, rispettando la libertà della Sua creatura, lo permette e, misteriosamente, sa trarne il bene:&lt;br /&gt;“Infatti Dio onnipotente. . ., essendo supremamente buono, non permetterebbe mai che un qualsiasi male esistesse nelle sue opere, se non fosse sufficientemente potente e buono da trarre dal male stesso il bene (Sant'Agostino, Enchiridion de fide, spe et caritate, 11, 3).&lt;br /&gt;Così, col tempo, si può scoprire che Dio, nella sua Provvidenza onnipotente, può trarre un bene dalle conseguenze di un male, anche morale, causato dalle sue creature: “Non siete stati voi”, dice Giuseppe ai suoi fratelli, “a mandarmi qui, ma Dio; . . . se voi avete pensato del male contro di me, Dio ha pensato di farlo servire a un bene. . . per far vivere un popolo numeroso” ( Genesi 45, 8 Genesi 50, 20   Tobia 2, 12-18).&lt;br /&gt;Dal più grande male morale che mai sia stato commesso, il rifiuto e l'uccisione del Figlio di Dio, causata dal peccato di tutti gli uomini, Dio, con la sovrabbondanza della sua grazia, ha tratto i più grandi beni: la glorificazione di Cristo e la nostra Redenzione. Con ciò, però, il male non diventa un bene. “Tutto concorre al bene di coloro che amano Dio” ( Romani 8,28 ). San Tommaso Moro, poco prima del martirio, consola la figlia dicendo:&lt;br /&gt;“Nulla accade che Dio non voglia, e io sono sicuro che qualunque cosa avvenga, per quanto cattiva appaia, sarà in realtà sempre per il meglio” (San Tommaso More, Lettera ad Alice Alington di Margaret Roper sul colloquio avuto in carcere con il padre, Liturgia delle Ore, III, Ufficio delle letture del 22 giugno).&lt;br /&gt;Giuliana di Norwich dice: “Imparai dalla grazia di Dio che dovevo rimanere fermamente nella fede, e quindi dovevo saldamente e perfettamente credere che tutto sarebbe finito in bene. . . : Tu stessa vedrai che ogni specie di cosa sarà per il bene” (Giuliana di Norwich, Rivelazioni dell'amore divino, 32). Noi crediamo fermamente che Dio è Signore del mondo e della storia. Ma le vie della sua Provvidenza spesso ci rimangono sconosciute. Solo alla fine, quando avrà termine la nostra conoscenza imperfetta e vedremo Dio “a faccia a faccia” (1Corinzi 13,12), conosceremo pienamente le vie, lungo le quali, anche attraverso i drammi del male e del peccato, Dio avrà condotto la sua creazione fino al riposo di quel Sabato (Genesi 2,2) definitivo, in vista del quale ha creato il cielo e la terra. [Catechismo della Chiesa Cattolica].&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1426462185222444347-5494906475074757419?l=spezzalecatene.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1426462185222444347/posts/default/5494906475074757419'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1426462185222444347/posts/default/5494906475074757419'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spezzalecatene.blogspot.com/2008/05/perch-esiste-il-male.html' title='Perchè esiste il male?'/><author><name>Movimento Gospa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14944804856204661739</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1426462185222444347.post-1592051385688839398</id><published>2008-05-03T14:33:00.001+02:00</published><updated>2008-05-03T14:37:09.336+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il diavolo esiste'/><title type='text'>Il diavolo esiste</title><content type='html'>L’intelligenza umana non riuscirà mai a provare se tutto ciò che la Sacra Scrittura ci dice circa il diavolo sia realtà, mera immaginazione profetica o errata interpretazione di metafore. Tutti coloro che dichiarano la sua inesistenza semplicemente perché la scienza non riesce a raccoglie documentazione in merito, oltre a dimostrarsi estremamente superficiali, indirettamente giacciono sotto l’influenza e la guida spirituale del demonio; sono eretici. La scienza, come ben sappiamo, approva tutto ciò che può essere sperimentabile, ma per quanto concerne le possessioni demoniache, le vessazioni, le infestazioni, ecc… essa non riuscirà mai a dare delle giustificazioni concrete, quindi, ritiene opportuno ridurre il tutto alla psiche, ai suoi ignoti meccanismi od a fenomeni magnetici, ecc… .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi crediamo che il diavolo esista ancora oggi, perché lo stesso Gesù ce lo ha rivelato e ci ha messo in guardia fino alla fine dei tempi. Nell’Antico Testamento non si trovano molti testi che parlano del diavolo. Lo stesso Mosé, sembra nascondere intenzionalmente al popolo ebraico l’esistenza di questo essere potentissimo, perché egli aveva la convinzione che ne avrebbero sicuramente fatto un altro idolo. Non bisogna, difatti dimenticare, che i giudei, come tutte le popolazioni dell’epoca, erano molto superstiziosi ed avrebbero sicuramente finito con l’adorare anche Lucifero ed i suoi “compari”. Nel libro di Giobbe è evidenziato il racconto in cui l’astuto avversario si cimenta nel vano tentativo di allontanare definitivamente l’uomo da Dio.&lt;br /&gt;“Un giorno, i figli di Dio andarono a presentarsi davanti al Signore e anche Satana andò in mezzo a loro. Il Signore chiese a Satana: “Da dove vieni?”. Satana rispose al Signore: “Da un giro sulla terra, che ho percorsa”. Il Signore disse a Satana: “Hai posto attenzione al mio servo Giobbe? Nessuno è come lui sulla terra: uomo integro e retto, teme Dio ed è alieno dal male”. Satana rispose al Signore e disse: “Forse che Giobbe teme Dio per nulla? Non hai forse messo una siepe intorno a lui e alla sua casa e a tutto quanto è suo? Tu hai benedetto il lavoro delle sue mani e il suo bestiame abbonda di terra. Ma stendi un poco la mano e tocca quanto ha e vedrai come ti benedirà in faccia!”. Il Signore disse a Satana: “Ecco, quanto possiede è in tuo potere, ma non stender la mano su di lui”. Satana si allontanò dal Signore” (Giobbe 1, 6-12).&lt;br /&gt;Una pericope molto rilevante la ritroviamo nel Libro di Zaccaria quando, mediante una visione, si riesce a smascherare la figura del diavolo e della sua interminabile azione di eterno accusatore.&lt;br /&gt;“Poi mi fece vedere il sommo sacerdote Giosuè, ritto davanti all'angelo del Signore, e Satana era alla sua destra per accusarlo. L'angelo del Signore disse a Satana: “Ti rimprovera il Signore, o Satana! Ti rimprovera il Signore che si è eletto Gerusalemme!” (Zaccaria 3, 1-2).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari amici, non pensate che quanto sta scritto nella Sacra Scrittura sia frutto di fantasie e di superstizioni, ricordate che la parola di Dio è sempre attuale. Leggiamo insieme le seguenti citazioni bibliche:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Sì, Dio ha creato l'uomo per l'immortalità; lo fece a immagine della propria natura. Ma la morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo; e ne fanno esperienza coloro che gli appartengono” (Sapienza 2, 23-24);&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Nello stesso giorno capitò a Sara figlia di Raguele, abitante di Ecbàtana, nella Media, di sentire insulti da parte di una serva di suo padre. Bisogna sapere che essa era stata data in moglie a sette uomini e che Asmodeo, il cattivo demonio, glieli aveva uccisi, prima che potessero unirsi con lei come si fa con le mogli” (Tobia 3, 7-8);&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Allora il ragazzo rivolse all'angelo questa domanda: “Azaria, fratello, che rimedio può esserci nel cuore, nel fegato e nel fiele del pesce?”. Gli rispose: “Quanto al cuore e al fegato, ne puoi fare suffumigi in presenza di una persona, uomo o donna, invasata dal demonio o da uno spirito cattivo e cesserà in essa ogni vessazione e non ne resterà più traccia alcuna” (Tobia 6, 7-8);&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ho sentito inoltre dire che un demonio le uccide i mariti. Per questo ho paura: il demonio è geloso di lei, a lei non fa del male, ma se qualcuno le si vuole accostare, egli lo uccide” (Tobia 6, 14-15);&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Satana insorse contro Israele. Egli spinse Davide a censire gli Israeliti. Davide disse a Ioab e ai capi del popolo: Andate, contate gli Israeliti da Bersabea a Dan; quindi portatemene il conto sì che io conosca il loro numero” (Cronache 21, 1-2);&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Come mai sei caduto dal cielo, Lucifero, figlio dell'aurora? Come mai sei stato steso a terra, signore di popoli?Eppure tu pensavi: Salirò in cielo, sulle stelle di Dio innalzerò il trono, dimorerò sul monte dell'assemblea, nelle parti più remote del settentrione. Salirò sulle regioni superiori delle nubi, mi farò uguale all'Altissimo. E invece sei stato precipitato negli inferi, nelle profondità dell'abisso!” (Isaia 14, 12-15);&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel Nuovo Testamento possiamo rilevare circa trecento citazioni in cui viene menzionato il demonio e le sue opere, nondimeno, però, negli stessi passi, è ovvia la vittoria di Cristo e la volontà della Salvezza. Gesù stesso ha parlato del diavolo in molte occasioni, e ci esorta a non abbassare mai la guardia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal Maligno” (Matteo 5, 37);&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal Maligno” (Matteo 6, 11-13);&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Voi dunque intendete la parabola del seminatore: tutte le volte che uno ascolta la parola del regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada” (Matteo 13, 18-19);&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Siete usciti con spade e bastoni come contro un brigante? Ogni giorno ero con voi nel tempio e non avete steso le mani contro di me; ma questa è la vostra ora, è l'impero delle tenebre” (Luca 22, 53);&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E quando sarà venuto, egli convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio. Quanto al peccato, perché non credono in me; quanto alla giustizia, perché vado dal Padre e non mi vedrete più; quanto al giudizio, perché il principe di questo mondo è stato giudicato” (Giovanni 16, 8-11).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gesù dimorò in mezzo a noi con il preciso intento di dimostrare all’uomo che il regno di Satana è corruttibile, si può annientare; Egli lo ha fatto.&lt;br /&gt;“Chi commette il peccato viene dal diavolo, perché il diavolo è peccatore fin dal principio. Ora il Figlio di Dio è apparso per distruggere le opere del diavolo” (1 Giovanni 3, 8).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egli è venuto sulla terra per stabilire il suo Regno e per debellare il potere del Maligno.&lt;br /&gt;“In quei giorni comparve Giovanni il Battista a predicare nel deserto della Giudea, dicendo: “Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!” (Matteo 3, 1-2);&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Gli rispose Gesù: “In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio” (Giovanni 3, 5);&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Il regno di Dio infatti non è questione di cibo o di bevanda, ma è giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo: chi serve il Cristo in queste cose, è bene accetto a Dio e stimato dagli uomini” (Romani 14, 17-18).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La definitiva vittoria di Cristo su Satana è stata sigillata principalmente e definitivamente con la sua morte in croce per noi.&lt;br /&gt;“Poiché dunque i figli hanno in comune il sangue e la carne, anch'egli ne è divenuto partecipe, per ridurre all'impotenza mediante la morte colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo, e liberare così quelli che per timore della morte erano soggetti a schiavitù per tutta la vita” (Ebrei 2, 14-15).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Siate temperanti, vigilate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro, cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede, sapendo che i vostri fratelli sparsi per il mondo subiscono le stesse sofferenze di voi” (1 Pietro 5, 8-9).&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;&lt;strong&gt;La Sacra Scrittura è molto chiara a riguardo. L’esistenza del diavolo è una realtà.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1426462185222444347-1592051385688839398?l=spezzalecatene.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1426462185222444347/posts/default/1592051385688839398'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1426462185222444347/posts/default/1592051385688839398'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spezzalecatene.blogspot.com/2008/05/il-diavolo-esiste.html' title='Il diavolo esiste'/><author><name>Movimento Gospa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14944804856204661739</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1426462185222444347.post-8180883846505064211</id><published>2008-05-03T14:25:00.002+02:00</published><updated>2008-05-03T14:31:47.002+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dissertazione sui veri e falsi miracoli e sul potere dei demoni e degli angeli sui corpi'/><title type='text'>Dissertazione sui veri e falsi miracoli e sul potere dei demoni e degli angeli sui corpi</title><content type='html'>Non c’è niente di cui si parla tanto, quanto dei miracoli e delle operazioni dei buoni e dei cattivi Spiriti sui corpi, e non vi è, forse, nessuna cosa di cui non si abbiano idee più confuse e più false quanto le qualità di un vero miracolo e l’estensione del potere degli Spiriti sulla materia. Alcune persone, che si dilettano con la forza dello spirito e dell’intrepidità, guardano tutto ciò che si dice del potere dei cattivi Angeli, delle loro apparizioni, delle illusioni che causano ai nostri sensi, delle ossessioni e delle possessioni dei demoni, dei cambiamenti che producono nell’aria, e di tante altre cose che si attribuiscono a loro, considerano tutto ciò come dei racconti che servono a divertire gli spiriti deboli, guardano con pietà quelli che ne paiono persuasi. Altri vanno nell’eccesso opposto.&lt;br /&gt;Si lasciano persuadere da tutto ciò che si dice della forza dei demoni, dei maghi e degli stregoni. Credono semplicemente tutti i miracoli veri o presunti che si narrano loro, ed accettano, senza esaminarle, tutte le storie che si dicono delle apparizioni degli spiriti e delle possessioni dei corpi da parte dei demoni. Altri, infine, con una disposizione di spirito molto più pericolosa, traggono occasione per negare tutti i miracoli e tutto ciò che si dice dei demoni, degli Angeli e degli spiriti, con il pretesto che si assiste ad una infinità di falsi miracoli e che spesso si è passato, per prodigi, certi effetti del tutto naturali ma straordinari, solo perché le cause erano sconosciute a quelli che ne erano i testimoni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò che la Scrittura ci dice dei miracoli fatti dai maghi del Faraone e dell’apparizione dell’anima di Samuele a Saul, ci obbliga ad esaminare, qui, questa materia, più a fondo e con più estensione, e per condurvici con ordine, noi cominceremo dapprima ad esaminare la natura, la possibilità e le qualità di un miracolo, e poi il potere degli Angeli, degli spiriti e dei demoni nella produzione degli effetti soprannaturali. L’idea comune che si ha, di un vero miracolo, è che è un’azione che sorpassa le regole normali della natura.&lt;br /&gt;Che un uomo cammini sulle acque, che delle verghe prendano subito la forma di un serpente : ecco ciò che si chiama un vero miracolo. Un falso miracolo, al contrario, è un’azione che sembra, ma che non è veramente al di sopra delle leggi ordinarie della natura. Per esempio, un fuoco che prende dai capelli di una persona, a causa di un umore infiammabile che vi si può riscontrare naturalmente, - come ce lo narra la storia di Giulio e di qualche altro, - che il fuoco non bruci i capelli ai quali si è attaccato, non è affatto un miracolo, come vedere che il fuoco dell’acquavite che non consuma una biancheria a cui si prende.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi sono cento cose simili, nella natura, che sembrano prodigiose ma che non lo sembrano che a causa dell’ignoranza in cui siamo della natura delle cose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sant’Agostino chiarisce molto bene che tutte le cose miracolose che vediamo accadere sono, nello stesso tempo, naturali e soprannaturali. Sono naturali in ciò che esse sono effetti della volontà di Dio che li produce, poiché la natura non è altro che la volontà del Creatore, e sono soprannaturali in ciò che esse sono al di sopra delle leggi ordinarie e note della natura. Sono, dunque, soprannaturali al nostro sguardo perché sono contrarie alle leggi della natura che ci sono note, ma non sono soprannaturali allo sguardo di Dio : “Nec enima ista cum fiunt, contra natura sunt, nisi nobis, quibus aliter naturae cursus innotuit ; non autem Deo, cui hoc est natura, quod fecerit”.&lt;br /&gt;E, nel 21° Libro della “Città di Dio” : Come si può fare che ciò che accade per volontà di Dio sia contrario alla natura, poiché la volontà di un sì grande Maestro è la natura stessa delle cose ? I prodigi non sono dunque contro la natura, ma contro ciò che ci è noto della natura : “Quomodo est contra naturam quod Dei fit voluntate, cum voluntas tanti utique Conditoris, conditae cuiusque rei natura sit ? Portentum ergo fit non contra naturam, sed contra quam est nota natura”. Si comprende bene che questo principio di Sant’Agostino : “ Che la volontà di Dio è la natura delle cose”, si deve estendere alle cose naturali, perché per le cose morali ciò è abbastanza differente. Benché sia onnipotente nella morale come nel fisico, tuttavia la volontà dell’uomo non obbedisce passivamente alla sua grazia, come la materia, che non ha né anima né libertà, obbedisce alla volontà di Dio. Quando Spinoza (Trattato teologico-politico, cap. 6) vuol negare la possibilità dei miracoli, egli si sforza di dimostrare che non è possibile che il corso della natura sia mai interrotto. Ecco il suo grande ragionamento : Le leggi della natura non sono altro che i decreti di Dio. Ora i decreti di Dio non possono cambiare perché Dio è immutabile. Le leggi della natura, dunque, non possono cambiare. Dunque i miracoli sono impossibili poiché un vero miracolo è contrario alle leggi note ed ordinarie della natura. Questo autore suppone che Dio agisca sempre in modo necessario, assoluto, generale, invariabile, e che le leggi della natura e gli effetti che ne dipendono sono talmente legati e dipendenti gli uni gli altri, che non si può concepire la minima variazione né il minimo cambiamento senza distruggere l’idea di un Essere infinitamente saggio, immutabile, sempre uguale e fiducioso nelle sue operazioni. Ma questa idea, che sembra, a prima vista.&lt;br /&gt;Così gloriosa per Dio e che sembra scartare da Lui tutto ciò che risente di imperfezione e di cambiamento, quest’idea, in fondo, non tende che a distruggere la giusta nozione che si deve avere di un Essere infinitamente libero, infinitamente saggio ed infinitamente potente, la cui volontà, infinitamente feconda, non dipende affatto dagli eventi e non è affatto legata agli effetti che produce, ma, al contrario, considera questi effetti in una certa dipendenza dei suoi Decreti, sempre liberi, benché sempre immutabili in se stessi. In ogni tempo, tutti gli eventi e tutte le circostanze, tutti i movimenti liberi delle volontà create sono presenti a Dio. Egli conosce perfettamente tutto ciò che è successo, tutto ciò che accade e tutto quello che accadrà. Egli concorre, attualmente ed in modo efficace, a tutti gli effetti reali che sono prodotti, lasciando agli agenti liberi, tutta la loro libertà e producendo, nei corpi, tutti i movimenti che vi si notano. Non forma affatto nuovi Decreti nel tempo, come se arrivasse qualche nuova conoscenza o qualcosa d’imprevisto, che Lo determinasse a prendere nuove risoluzioni. Tutti gli eventi, tutti i cambiamenti, che si vedono in natura, sono dei seguiti dei suoi disegni eterni ; q qualche diversità che si denota, nelle sue differenti opere, non vi è alcuna varietà nella volontà di chi le produce ; “Opera mutat, consilia non mutat”. Dispone della creatura, ne usa secondo la sua volontà, senza cambiare la sua natura, poiché la sua volontà è la natura di ogni cosa. L’incatenamento delle cause seconde, la loro subordinazione alle leggi generali del movimento e dell’arrangiamento delle parti dell’universo, tutto ciò è talmente necessario in Lui stesso che dipende da un principio e da una intelligenza perfettamente libera che conduce, che dirige, che conserva e i corpi e i movimenti, e che, quand’anche essa si allontana dalle leggi e dalle regole, che ci siamo presi la briga di sottolineare, esegue decreti liberi ed immutabili ; e così, i miracoli entrano, come tutto il resto, nell’economia dei disegni di Dio e, per conseguenza, nell’ordine della natura. Spinoza si è formato un’idea troppo limitata della volontà di Dio, se egli pretende che sia talmente immutabile da non essere più libera, dove egli gioca sull’equivoco di questi termini “Leggi della Natura”, come se queste leggi della natura fossero talmente differenti dalla volontà di Dio o se un miracolo distruggesse queste leggi della natura.&lt;br /&gt;Abbiamo fatto vedere che la volontà di Dio fosse la natura delle cose, che un miracolo fosse un effetto della volontà di Dio, ma di una volontà libera e particolare, che producesse un effetto differente da quelli che essa produce, seguendo il corso ordinario e conosciuto della natura. Ecco l’idea che noi abbiamo di un vero miracolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da tutto ciò che abbiamo detto, è facile concludere che il potere di fare veri miracoli è riservato a Dio solo e che così, né gli Angeli, né i demoni, né le anime separate dal corpo possono mai fare dei miracoli, quantunque essi possano concorrere ad un’azione miracolosa, con le loro preghiere od in qualità di causa strumentale. E’ così che Dio ha fatto molti miracoli, per il ministero degli Angeli e dei Profeti, sotto l’Antico Testamento, e che, nel Nuovo, gli Apostoli e molti Santi, dopo di loro, hanno fatto veri miracoli, cioè che essi hanno ottenuto da Dio, con la loro mediazione e con le loro preghiere o che li hanno fatti, con l’autorità, di cui Dio li aveva rivestiti. Ma, circa i demoni, non è facile concepire in quale modo hanno potuto fare azioni miracolose. Ciò non può essere, per loro propria forza, ed ancor meno, per le loro preghiere. Sembra, dunque, che si deve dire che Dio ha voluto servirsi di essi, come strumenti della sua vendetta quando, loro tramite, ha fatto azioni soprannaturali, o piuttosto, che non c’è vero miracolo che siano stati fatti dai demoni e che tutto ciò che si attribuisce loro sono falsi miracoli, illusioni, ed azioni sorprendenti, ma puramente naturali. E’ ciò che bisogna esaminare qui. La Scrittura ci dice che i maghi del Faraone cambiarono le verghe, che essi avevano, in serpenti ; che cambiarono l’acqua, in sangue ; e che fecero quasi tutti i miracoli che Mosé aveva fatti (Es.5 e s.). E Mosé ci mette in guardia contro i miracoli dei falsi profeti, in modo che sembra provare che egli non dubitava che il demonio non ne potesse fare, loro tramite. “Se si alza, egli dice, in mezzo a voi, un profeta od un uomo che pretende di aver avuto dei sogni profetici, e che vi predice un prodigio ed un miracolo, e che ciò che vi predice accade, e che, dopo di ciò, dica : Andiamo a servire dei stranieri ; non ascoltate affatto i discorsi di questo profeta perché il Signore vi tenta” (Deut. 13,1). Gesù Cristo, essendo stato accusato, dai Farisei, di cacciare i demoni, in nome di Belzebù, anziché distruggere questa accusa, rovinando il principio dei Farisei che, supponevano nel demonio un potere di fare miracoli, si accontenta di far vedere che, il demonio, non potendo essere contrario a se stesso, né agire contro i suoi propri interessi, era impossibile che volesse obbedire a Gesù Cristo, che non cercava che di distruggere il suo regno (Mt.9,34 ; 12,24). Ci avvisa, in un altro passo, di metterci in guardia dai prodigi e dai miracoli dei falsi profeti (Mt. 24,24).&lt;br /&gt;San Paolo predisse i segni ed i prodigi che deve fare l’anticristo, e ci insegna che Satana si trasforma in Angelo di luce (2 Tess. 2,9). Infine, diversi Padri hanno creduto che il cambiamento delle verghe dei maghi in serpenti, fosse veritiero, ciò che sembrerebbe accordare al demonio il potere di operare dei miracoli, poiché non si può affatto concepire che un simile cambiamento abbia potuto farsi in modo naturale. Origene (“Efficit similiter, contraria virtus virgam serpentem, sicut fecerat virtus Dei,... “), riconosceva visibilmente che il potere del demonio fece circa le verghe dei maghi la stessa cosa che la virtù di Dio circa la verga di Mosé, ma che il demonio non poté rimettere nel primo stato le verghe che aveva mutate in serpenti, perché il suo potere può ben estendersi a fare il male, ma non a fare il bene, né a causare cambiamenti che tendono al bene : “Contraria virtus male quidem facere aliquid potest, sed restituere in integrum non potest”. Teodoreto, per confutare quelli che osavano dire che Mosé non facesse prodigi che tramite i segreti della magia, non ha trovato miglior ragione che evocare ciò che i maghi del faraone sono obbligati a fare : “Che il dito di Dio se ne immischi”. Perché, infine, disse, se Mosé imbrogliava solo i sensi, coi suoi prestigi, i maghi non avevano che farne lo stesso e convincerlo come un impostore, con similari prodigi. Sant’Agostino (“Deus vero solus verus Creator est, qui causas serpentem, sicut fecerat virtus Dei, ecc. “), essendosi posta questa domanda, sapere cioè se le verghe dei maghi fossero state chiamate dragoni, nel Testo sacro, a causa semplicemente che esse avessero la figura di quest’animale, senza averne la realtà, il cambiamento che ne era stato fatto, non essendo stato che fantastico ed apparente, risponde che sembra che, i modi di parlare della Scrittura, essendo gli stessi, si deve, dunque, riconoscere, nelle verghe dei maghi, un cambiamento simile a quello che si nota in quello di Mosé. Ma, essendosi poi obiettato, che bisognerebbe, dunque, che i demoni avessero creato questi serpenti, un cambiamento così repentino e subitaneo, di una verga in un serpente, non sembrante né possibile né naturale, egli dice che vi è, nella natura, un principio universale, esteso in tutti gli elementi, che contiene la semenza di tutte le cose corporali, le quali sembrano al di fuori, quasi, dei loro principi.&lt;br /&gt;Essi sono azionati da agenti temporali e convenienti, ma questi agenti non possono né devono essere chiamati creatori poiché non estraggono nulla dal niente e che determinano solo le cause naturali a produrre i loro effetti dal di fuori. Così, i cattivi Angeli hanno potuto, secondo questo Padre, produrre in un istante dei serpenti, con la materia delle verghe dei maghi, applicandone, con una virtù sottile e sorprendente, cause che sembrano molto lontane dal produrre un effetto subitaneo e straordinario, ma per la qualità di creatore, egli non accorda che a Dio solo, che ha dato l’essere alle cause naturali ed a quel principio sparso nella natura, di cui abbiamo parlato. Lo stesso Santo sostiene l’identica opinione, e con le stesse prove, nei suoi libri della Trinità. Egli prova, anche nei suoi libri della “Città di Dio”, che i demoni non possono fare nulla, anche per la potenza che loro è naturale, che con un aiuto particolare di Dio, che non possono produrre nessuna nuova creatura, ma solo cambiare le specie che Dio ha create, in modo che, ben lungi dal poter cambiare la natura dell’anima, essi non possono neanche cambiare il corpo di un uomo, per esempio, in quello di una bestia. Infine, nella sua Lettera a Deogratias, sostiene che le operazioni dei demoni, che sembrano avere qualche rassomiglianza con quella dei buoni Angeli, non ne hanno affatto la verità ma l’apparenza, e che ciò non è affatto un effetto della saggezza dei cattivi spiriti, ma del loro imbroglio. Ciò che egli non vuole, apparentemente, capire è che i falsi miracoli del paganesimo e non di quelli di cui parlano le Sacre Scritture, sono come dei cambiamenti reali e veri prodigi. San Tommaso ragiona sugli stessi principi di Sant’Agostino e ne trae le stesse conseguenze. Egli sostiene che il demonio non può creare nulla nella natura, e che tutti i cambiamenti che egli opera sono semplicemente naturali, dando certi movimenti o certe forme ad una sostanza già creata, e che, se qualche volta sembra fare dei prodigi, al di sopra della natura, questi prodigi non sono che apparenti e fantastici.&lt;br /&gt;La maggior parte dei commentatori hanno abbracciato questa opinione in cui tutta la difficoltà consiste nel sapere se le verghe dei maghi sono di una natura da poter essere così prontamente cambiata in serpenti, con la semplice applicazione naturale dei principi attivi della materia. Tostato, a cui ciò non sembrava possibile, ha creduto che il demonio, con una morbidezza di cui non è molto capace, mise veri e reali serpenti, al posto delle verghe, che egli asportò sottilmente e senza che se ne accorgessero. Altri amano meglio dire che questo spirito artificioso, avendo previsto ciò che doveva essere prodotto da Mosé, con la dichiarazione che questi ne aveva fatta, davanti al popolo, preparò, già allora, i bastoni dei maghi e li dispose, a poco a poco, a ricevere il cambiamento reale che egli vi operò, riducendoli in serpenti. Ma, in qualunque modo ciò sia successo, né i Padri, né i commentatori riconoscono affatto qui dei miracoli propriamente detti. Non vi vedono che una metamorfosi, molto singolare, in verità, e molto difficile, ma che non è né contro né sopra le leggi della natura. E’ certo che la Scrittura che predice o che racconta i prodigi, che i falsi cristi, i falsi profeti ed il demonio hanno fatti o devono fare, non sottolinea mai che questi prodigi siano veri né che il demonio li faccia, con un potere assoluto ed indipendente. San Paolo chiama, i prodigi che dovranno accadere, sotto l’anticristo, “delle operazioni di Satana, delle operazioni di menzogna e di ingiustizia” (2 Tess. 2,9-10). Se la Scrittura ci narra alcuni miracoli fatti dal demonio, essa insinua sempre che è per permesso di Dio, che può servirsi degli Angeli cattivi per punire i cattivi, in modo soprannaturale. Ciò sembra anche dalla storia delle piaghe d’Egitto. Dio permette al demonio di cambiare le verghe dei maghi in serpenti e di convertire l’acqua del Nilo in sangue, ma non permette loro di produrre dei moscerini (Es. 8,18 ; 9,10), e non poterono garantirsi dalle piaghe che Mosé fece nascere in tutti gli altri Egiziani. Egli limita il loro potere, ferma gli effetti della loro malizia, fa vedere che ne è il Padrone. Sant ‘Agostino riconosce che i demoni cambiarono le verghe dei maghi in serpenti, ma sostiene che essi non crearono nulla di nuovo : “Non fuerunt tamen creatores draconum nec magici nec Angeli mali quibus ministris illi operabantur”. I demoni poterono ben fornire l’occasione e preparare le cause, per la produzione di qualche effetto straordinario, ma Dio solo può formare e creare nuovi esseri, come è Lui solo che ha messo, negli agenti naturali, la virtù di produrre qualcosa al di fuori.&lt;br /&gt;“Nec ideo putandum est istis transgressoribus Angeli ad mutum servire hanc visibilium rerum materiam, sed soli Deo”. Benché San Tommaso riconosca che i cambiamenti fatti dai maghi del Faraone sono veritieri e non fantastici, egli assicura nondimeno che non sono veri miracoli, poiché sono prodotti da una causa naturale : “Non vero habent rationem miraculi, quae sunt virtute aliquarum naturalium causarum”. Sant’Agostino e San Tommaso riconoscevano, dunque, che non vi è che Dio che possa fare dei veri miracoli e che, tutti i miracoli che sono stati fatti da creature, non sono fatti che per volontà e col concorso di Dio. Gli altri Padri sono ancor meno favorevoli a quelli che vogliono che il demonio possa fare veri miracoli, poiché insegnano che i maghi del Faraone non cambiarono veramente le loro verghe in serpenti e che essi fecero solo illusione agli occhi degli spettatori, che credettero di vedere ciò che non era. Filone non fa difficoltà nel dire che i maghi d’Egitto non impiegarono la loro arte che per cercare di distruggere, coi loro incanti, l’impressione che i veri prodigi di Mosé facevano sullo spirito degli assistenti ; ma volendo imbrogliare gli altri, furono imbrogliati loro stessi, avendo Dio confuso la loro arte, con la forza del miracolo della verga di Aronne, che divorò i loro, mutati in serpenti.&lt;br /&gt;E benché sembra dire che essi producessero veri serpenti, aggiunge che la verga di Mosé, avendo divorato i serpenti prodotti dai vari maghi, ed essendo ritornata nella sua prima natura di verga, Dio volle, con questo spettacolo così sorprendente, convincere gli spiriti più ingiusti e più prevenuti, che ciò che era accaduto, da parte di Mosé, non era un effetto dell’indirizzo umano e di una sottigliezza sbagliata, ma un’operazione della virtù divina a cui tutte le cose sono facili. Da ciò insinua che le verghe dei maghi non fossero state cambiate in serpenti che per un potere del tutto naturale e con un semplice effetto della magia. Giuseppe fa dire al Faraone, da Mosé, che il miracolo che sta per fare, in sua presenza, cambiando la verga in serpente, non è una cosa che non abbia che la parvenza della verità né un prestigio proprio per imbrogliare i semplici e gli ignoranti, come era stato fatto dai maghi, ma che è un prodigio della virtù e della potenza di Dio. L’autore delle Questioni agli Ortodossi, sotto il nome di San Giustino, sostiene che tutto ciò che fecero i maghi era fatto, per opera del demonio, che erano puri prestigi, coi quali imbrogliavano gli occhi dei presenti, rappresentando loro come serpenti o come rane, ciò che, in realtà, non era né l’uno né l’altro. San Giustino (“Dialoghi con Trifone”) paragona i miracoli di questi maghi dell’Egitto ai falsi prodigi che il demonio ha operato, in mezzo ai pagani, cioè che egli li guarda come delle illusioni e dei falsi miracoli. Tertulliano non dubita affatto che le verghe dei maghi non siano state delle vane apparenze, che imbrogliavano gli occhi del Faraone e degli Egiziani, ma, come egli dice, la verità di Mosé divorò la menzogna dei maghi : “Corpora videbantur Pharaoni et Aegyptis magicarum virgarum dracones sed Mosei veritas mendacium devoravit”. Sembra che San Girolamo abbia avuto davanti agli occhi queste parole di Tertulliano, quando ha detto, parlando dell’anticristo : “Come i maghi resistettero a Mosé con le menzogne, e che la verga di Mosé divorò le loro verghe, così la verità di Gesù Cristo divorerà la menzogna dell’anticristo”.&lt;br /&gt;San Gregorio Nisseno, San Prospero, l’autore del Commento sulle Lettere di San Paolo, sotto il nome di Ambrogio, l’abate Ruperto e diversi altri hanno creduto anche che non vi fosse nulla di reale, nel cambio che i maghi avevano fatto, delle loro verghe in serpenti, e di conseguenza, che tutto il miracolo consisteva nell’avere imbrogliato i sensi degli spettatori, facendo loro apparire degli oggetti che non erano realmente presenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si possono formulare delle obiezioni abbastanza considerevoli contro ciò che abbiamo detto perché : 1° - Sia che il demonio avesse veramente cambiato in serpenti, le verghe dei maghi, sia che abbia fatto loro solamente cambiare di forma, con un movimento segreto ed una sottile operazione, che egli abbia affascinato gli occhi dei presenti, per far loro credere che lì vi fossero dei veri serpenti, tutto ciò è al di sopra delle forze note della natura d’uno spirito. 2° - Se si dice che Dio ha concorso, con la sua volontà, a queste operazioni del demonio, ed a parecchi similari che sono narrati nella Scrittura, ne consegue che Dio concorre al peccato ed aiuta il demonio, nel male che egli fa agli uomini, sia tentando i buoni, sia punendo i cattivi. 3° - Se per vero miracolo, intendiamo che sia al di sopra delle leggi note della natura ed al di sopra delle forze naturali di colui che lo produce, se ne potrà concludere che la maggior parte degli uomini, essendo incapaci di discernere un vero da un falso miracolo, la prova dei miracoli, che sembra più proporzionata alla portata del popolo, gli diverrà inutile, perché la discussione delle leggi della natura gli sarà impossibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per soddisfare alla prima difficoltà, occorre notare che la natura e la forza degli Angeli, dei demoni, e delle anime separate dalla materia, ci sono abbastanza sconosciute, e che così è ben difficile annotare positivamente, fin dove va il loro potere sui corpi e di distinguere ciò che c’è di naturale o di soprannaturale nelle loro operazioni sensibili. Alcuni antichi hanno creduto che gli Angeli, i demoni, e le anime fossero corporali, non già, in verità, come i nostri corpi che sono spessi, pesanti, palpabili, grossolani, ma che avessero corpi sottili, fini ed eterei, come un’aria impercettibile.&lt;br /&gt;E’ su questi stessi principi che essi credevano che i demoni amassero il fumo dei sacrifici, le melodie, il sangue delle vittime, il commercio delle donne e che fossero legati, per un tempo, a certi edifici ed a certi luoghi. Quanto agli Angeli buoni, tutta la differenza che essi ponevano tra di loro ed i demoni, consisteva nella malizia e nell’ostinazione dei demoni nel male, senza che la natura e l’essenza di questi Spiriti fosse differente tra essi. Essi non differivano che come l’occhio malato differisce dall’occhio sano, e l’udito sano, dall’udito guasto. Infine, benché credessero che le anime fossero immortali e capaci di sovrana felicità, non le consideravano per questo puramente spirituali. Le credevano corporali e che conservavano, dopo la morte del corpo, la figura di quello che esse avevano animato. Alcuni antichi chiamavano, questo corpo dell’anima, separata dai corpi grossolani, “simili agli astri” o “simili al lampo”. Facevano argomento della sua immortalità, di ciò che spesso l’anima apparisse nei dintorni dei sepolcri, e che essa conserva la forma del corpo che ha animato e le inclinazioni che ha fatto sembrare, durante la vita di questo corpo. Appoggiavano queste opinioni sulla storia del cattivo ricco e su quella di Lazzaro, e principalmente su ciò che dice San Tommaso, nel Vangelo : “Se non vedo i segni dei chiodi nei suoi piedi e nelle sue mani, non lo crederò” (Gv.20,25), perché, dice Origene, era persuaso che il corpo dell’anima di Gesù Cristo potesse presentarsi, agli occhi degli Apostoli, in modo del tutto simile al corpo che essa aveva lasciato. Oggi abbiamo delle idee e dei principi del tutto differenti, e dobbiamo, per conseguenza, ragionare in tutt’altra maniera, sulle operazioni degli Angeli e degli Spiriti, sui corpi. Non era una cattiva idea, concepire, nella supposizione degli antichi, che il corpo sottile di un Angelo o di un demone, potesse fare dei cambiamenti considerevoli negli organi degli animali, nell’aria e negli elementi.&lt;br /&gt;La grande conoscenza che essi hanno delle strutture dei nostri corpi e degli altri segreti della natura, possa servire loro a smuovere le molle ed a far agire le cause seconde, in modo impercettibile e sconosciute, ma nondimeno che si concepisca non essere impossibile subito che si riconosca che gli agenti sono di colpo corporali ed intelligenti. Si poteva dire che le loro azioni, per straordinarie che sembrassero, non erano comunque miracolose, poiché non vi si nota nulla di contrario alle leggi note della natura. Un corpo può dare il movimento ad un altro corpo, ed un corpo di una sottigliezza, di un’agilità, di una penetrazione straordinaria, può, naturalmente, produrre, in altri corpi movimenti e cambiamenti molto differenti da quelli che sono prodotti dai nostri corpi lenti, grossolani, pesanti e terreni, in altri corpi della stessa natura. Ma nei nostri principi occorre ragionare del tutto diversamente. Uno spirito, interamente distaccato dalla materia, nel quale non concepiamo che l’intelligenza e la volontà, non può, come sembra, causare, naturalmente, nessun movimento né fare da se stesso ed immediatamente nessuna impressione sulla materia, poiché non ha alcuna proporzione fisica con essa. E così, sia che si dica che il demonio si è servito delle disposizioni naturali, che ha trovato nel bosco le verghe dei maghi, per cambiarle in serpenti, quando non ve ne era nessuna, in loro presenza, sia che abbia fatto apparire, al di fuori, un fantasma che rappresentasse dei serpenti ; tutti questi effetti sono visibilmente incompatibili con la natura di una sostanza puramente intelligente. Ecco ciò che la ragione ci scopre su questo argomento. Ma, se si ricorre alla Rivelazione, si intravede un modo di spiegare tutte queste operazioni degli Angeli, dei demoni e degli spiriti, senza essere obbligato di ricorrere al miracolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Scrittura ci racconta un grande numero di fatti, di cui non possiamo riconoscere che il demonio, per autore, per esempio : i mali che fa soffrire a Giobbe ; un grande numero di posseduti, nel Vangelo ; Gesù Cristo stesso, tentato dal diavolo, e portato su di un’alta montagna e poi sul pinnacolo del Tempio.&lt;br /&gt;Si dirà che, in questi incontri, Dio ha accordato, al demonio, il potere dei miracoli o che Dio abbia fatto dei prodigi per soddisfare la cattiva volontà del demonio ? Come dire che Dio fa dei miracoli in favore del demonio, per imbrogliare, per nuocere, per affliggere gli uomini, ciò che non si può dire, senza bestemmiare. Bisogna dunque dire che il demonio ha esercitato, in questi incontri, col permesso di Dio, un potere che gli è naturale. Questo permesso di Dio è ben espresso nella storia delle calamità di Giobbe ed in quella di quell’uomo che fu liberato da Gesù Cristo, da una Legione di demoni. Quanto alle operazioni miracolose che si attribuivano, nelle Scritture, ai buoni Angeli ed alle apparizioni delle anime separate dal corpo, non le si devono guardare sempre come qualcosa di miracoloso. Se li si vede agire sui corpi e fare dei cambiamenti subitanei e straordinari nella materia, nell’aria, negli elementi e sui nostri sensi, tutto ciò si può fare senza miracolo da parte loro. Se vi è del prodigio e del soprannaturale è semplicemente in ciò che Dio permette, raramente, questi effetti straordinari e prodigiosi, perché per gli effetti comuni ed ordinari del potere degli Angeli e del demonio sui nostri corpi, sui nostri sensi, sulle nostre immaginazioni e su cento altre cose che ci circondano ed alle quali, la nostra dissipazione non permette di applicarci, nessuno fa ricorso al miracolo per renderne ragione. Se i nostri buoni Angeli ci guidano e ci allontanano dai pericoli, si riempiono l’immaginazione di oggetti pii ; se il demonio, al contrario, ci ispira sentimenti cattivi, per portarci al peccato ; se ci rappresenta cose capaci di sporcare la nostra immaginazione ; se causa, in noi stessi, movimenti contrari alla ragione ed al pudore, non crediamo affatto che faccia, in ciò, qualcosa che sorpassa il suo potere conosciuto e naturale e, comunque, a prenderlo bene, non c’è niente di meno difficile, ad uno spirito, che in ciò che la Scrittura ci insegna delle tentazioni che Dio permise, al demonio, di fare a Gesù Cristo. Tutta la differenza è che il demonio apparve al Salvatore, in modo sensibile, invece che nel modo in cui ci tenta normalmente, cioè in modo più nascosto, non agendo di meno, per questo, sui nostri sensi, sui nostri umori, sui nostri corpi, sulla nostra immaginazione, benché non li scorgiamo con gli occhi corporali.&lt;br /&gt;Ma, come, una sostanza puramente spirituale può agire, in modo fisico su di un corpo ? E’ ciò che bisogna spiegare. Abbiamo stabilito, per principio, che la volontà di Dio è la natura delle cose. Ci sembra per un grande numero di fatti, rapportati nella Scrittura, che gli Angeli ed i demoni agiscano fisicamente sui corpi. Ma, come uno spirito può attaccarsi ad un corpo ? Quale proporzione vi sono tra due cose così diverse ? Quale rapporto tra la volontà di un essere intelligente ed il movimento della materia ? Rispondo che ve ne è altrettanto tra la nostra anima ed il nostro corpo. Chi dubita che l’anima non imprima del movimento al sangue, agli spiriti animali, a tutte le nostre membra ? E chi non vede che i movimenti del corpo, del sangue, degli umori e degli oggetti sensibili colpiscono l’anima, gli causano pensieri e sentimenti di gioia, di timore, di dolore, di piacere ? Comunque, che cosa c’è di più incompatibile e di più sproporzionato di uno spirito e della materia, che la volontà dell’anima ed i movimenti del corpo ? E’ più difficile ad un Angelo o ad un demone, causare qualche movimento nell’aria, nei nostri occhi, nella nostra immaginazione ? E’ vero che siamo certi, per l’esperienza che ne abbiamo, che Dio ha voluto che vi fosse un’unione naturale ed una mutua dipendenza tra i movimenti e le passioni del nostro corpo e della nostra anima ; certezza che non abbiamo circa gli Angeli ed i demoni. Ma non abbiamo questa certezza della volontà di Dio, sulla dipendenza reciproca dei nostri corpi e delle nostre anime che con questo ragionamento : le nostre anime ed i nostri corpi non possono, naturalmente, dimorare nell’unione in cui sono l’uno circa l’altro, che per un effetto particolare della volontà di Dio. Bisogna, dunque, che siano uniti da questa volontà onnipotente. E non si può fare un ragionamento del tutto simile, circa gli Angeli ed i demoni ? Non possono applicarsi alla materia per causargli movimento, che per effetto della volontà di Dio. Bisogna, dunque, che vi siano applicati, da questa volontà, supposto che agisca su di lei.&lt;br /&gt;Abbiamo dimostrato che veramente gli Angeli ed i demoni agiscono sui corpi, bisogna dunque riconoscere che Dio ha voluto che, in occasione della volontà di uno spirito, un corpo fosse messo in movimento, in modo come quello spirito lo vorrebbe ; o piuttosto, Dio si è impegnato a dare, alla materia, certi movimenti, in occasione della volontà di uno spirito. Ed è ciò che fa la natura degli spiriti ; o piuttosto è questa volontà di Dio che fa che l’azione degli spiriti sui corpi è qualche volta un’azione naturale e non sempre miracolosa. Quanto alla seconda difficoltà, che si può formulare contro il nostro ragionamento, cioè se Dio concorre per volontà, col demonio, nei mali che fa soffrire ai buoni e nelle tentazioni che permette che loro accadano, ne conseguirebbe che Dio è autore del male od almeno che lo favorisca e che vi concorra. Abbiamo già risposto prima a questa obiezione ed essa non dovrebbe imbarazzare più di tanto il demonio, più di quanto non imbarazzi noi stessi, poiché è certo che Dio concorre, in modo fisico e naturale, a tutti i mali che noi commettiamo al di fuori, alle azioni criminali che si commettono nel corpo e con il corpo. Si riconosce che Dio contribuisce al male, secondo ciò che il male ha di fisico e di materiale. Concorre al materiale di una cattiva azione, imprime il movimento alla materia, all’occasione della volontà di uno scellerato, come all’occasione della volontà di un giusto, in conseguenza dell’unione che ha stabilita tra i nostri corpi e le nostre anime, ma non ne consegue da ciò che concorra al male, preso secondo il suo essere formale, al male come al male. La terza difficoltà è più considerevole. E’ vero che la maggior parte degli uomini non sono capaci di discernere tra un vero ed un falso miracolo. Ma non ne consegue per questo che la prova del miracolo diventa inutile al popolo. Si deve solo dire questa conseguenza, che il popolo deve essere più riservato nel giudicare cose soprannaturali e miracolose che non lo sia normalmente. Si deve riconoscere che esso è tentato a disprezzare e che, qualche volta, si prende per vero prodigio ciò che non lo è che in apparenza. Vi sono alcuni fatti, che sono così evidentemente miracolosi, che è impossibile sbagliarsi e che il popolo, benché grossolano ed ignorante come lo si suppone, possa guardare normalmente come a dei prodigi. Quando Mosé separa, con un colpo di verga, le acque del mar Rosso e che poi, al suo comando, le fa rientrare nel loro stato primitivo ; quando estrae acqua da una roccia e fa aprire la terra, per inghiottire i sediziosi ; quando Gesù Cristo risuscita Lazzaro, morto da quattro giorni, e che risuscita se stesso. Non vi è nessuno che non concepisca che essi costituiscono dei veri miracoli.&lt;br /&gt;Non bisogna, per giudicarne, fare ricorso né alla filosofia, né alla conoscenza elevata, né ad un lungo esame, né a profonde discussioni. E se Mosé e Gesù Cristo hanno fatto un solo miracolo incontestabile e proporzionato alla portata dei più semplici, e che sia che gli intellettualoidi non possano ragionevolmente negarlo, se ne concluderà, con molta ragione, che tutti gli altri miracoli meno evidenti, e che sono fatti per confermare la stessa dottrina e le stesse verità, sono altrettanto certi ed altrettanto incontestabili dei primi. Quando un uomo illetterato e analfabeta non potrebbe, precisamente sapere, fin dove arriva il potere degli Angeli, dei demoni, dei maghi, e ciò che un abile ciarlatano è capace di fare per imbrogliare gli occhi degli uomini, non può ignorare almeno che, un agente naturale, di qualunque qualità sia, non può, in un momento, per sua propria virtù, risuscitare se stesso, fermare il sole, far cessare una tempesta. Quando non saprò esattamente fin dove arriva il potere degli agenti di cui parlo, sono sicurissimo che non arriva fin là. Per far agire i corpi sulla materia, e per causarvi cambiamenti considerevoli, occorre della preparazione, occorre del tempo, bisogna seguire certe leggi del movimento. Non vi è che la prima causa, cioè che l’agente onnipotente possa, in un momento, produrre questi effetti miracolosi. Si deve ben distinguere tra queste due proposizioni : I semplici, ed anche i più abili, non conoscono tutte le leggi della natura né tutte le virtù degli agenti naturali. E quest’altra : I semplici ed i sapienti non possono ignorare che una cosa è al di sopra delle forze della natura. So bene ciò che non posso. Ma non so ciò che posso né fino a che punto possono arrivare le mie forze naturali. Benché io sappia, per esempio, che non posso correre altrettanto forte di un colpo di balestra, io non saprei dirmi fino a che punto io possa correre. In più, quando si parla dell’impressione che i miracoli devono fare sugli spiriti, si devono distinguere diversi stati e diversi gradi di persone. Un uomo, per esempio, che è nell’ignoranza della vera religione, un pagano, deve credere la dottrina che gli si propone e che gli si prova con dei miracoli, a meno che, questa dottrina, non sia contraria alle luci naturali o che i miracoli, che vede fare, non gli diano giusto soggetto di sospettarvi dell’illusione.&lt;br /&gt;Che se arriva un secondo operatore di miracoli, che distrugge la dottrina del primo e che conferma la sua prima opinione, con miracoli contrari a quelli del primo, il pagano deve sospendere il suo giudizio ed esaminare la sua dottrina. Ma se è un cristiano già istruito, che si trova tra due operatori di miracoli, egli deve preferire : 1° - quello che è approvato dalla Chiesa ; 2° - quello che fa miracoli più grandi ; 3° - quello che predica una dottrina più pura e più sana ; e deve rigettare assolutamente quello che è rigettato dalla Chiesa, che predica contro Gesù Cristo, che annuncia una falsa dottrina od una morale corrotta. Ma, mi si dirà, non c’è un ragionamento circolare ed una petizione di principio in tutto ciò ? Vi chiedo una annotazione, per distinguere i veri ed i falsi miracoli, e voi mi dite che i veri miracoli sono quelli che servono a confermare la sana dottrina. E se io vi chiedo delle prove della dottrina dei due predicatori, voi mi dite di attenermi a quello che fa dei miracoli ; che se li fanno tutti e due, di rapportarmi alla Chiesa. E se dubito quale è la vera Chiesa, voi mi rinviate ai miracoli ed alla dottrina. Una cosa non può servire da prova a se stessa. Non si deve dare, per principio, quello che è in questione. Si risponde che qui, il principio sul quale è fondato tutto ciò che noi diciamo, è che Dio, essendo la Verità stessa, non può indurre all’errore né autorizzare l’impostura e la menzogna, con la sua approvazione e con un seguito di veri miracoli ; che, avendo promesso l’infallibilità alla sua Chiesa, non può mancare alla sua promessa. Ecco il principio del nostro ragionamento ; principio incontestabile e chiuso nell’idea stessa che abbiamo tutti della Divinità, come di un Essere infinitamente perfetto. Quando, dunque, nel dubbio della verità di un miracolo, o nel concorso di due operatori di miracoli, rinvio all’esame della dottrina od all’autorità della Chiesa, non lo faccio che in conseguenza del principio infallibile che non si può contestare, cioè che Dio non può imbrogliare e che la decisione della sua Chiesa è la decisione dello Spirito Santo. La Chiesa estrae, dunque, la sua forza dalla Parola di Gesù. I miracoli e la dottrina sono appoggiati sullo stesso fondamento. Non è affatto una petizione di principio, è un concatenarsi di prove e di principi che rispondono l’uno all’altro e che si pretende vicendevolmente dalla forza e dalla luce. Che i maghi, i falsi profeti, l’anticristo possano fare alcune azioni che, considerate in se stesse, appaiono altrettanto miracolose di altre azioni di Mosé, di Gesù Cristo e degli Apostoli, è incontestabile ; ma che i maghi e gli altri ministri del demonio abbiano fatto un così grande rumore di miracoli, così circostanziati, così seguiti, che li abbiano fatti con la stessa autorità e la stessa prontezza, che li abbiano predetti, che ne abbiano fermato il corso quando hanno voluto, che li abbiano fatti per sostenere una dottrina divina, per stabilire la Verità, per distruggere l'errore, l'idolatria, la superstizione, la menzogna, il regno del demonio, e per procurare la gloria di Dio, è ciò che non si nega assolutamente.&lt;br /&gt;Il Salvatore ha dovuto fare miracoli simili a quelli degli antichi Profeti che Lo avevano annunciato, dice Sant’Agostino, come loro Dio, loro Signore, loro Maestro, per timore che non sembrasse assurdo se non avesse fatto ciò che altri avevano fatto. Ma vi sono alcuni prodigi che nessun altro ha mai fatto né potuto fare, per dimostrare che Egli era al di sopra di tutti gli operatori di miracoli, di qualsiasi natura e di qualunque qualità fossero, come “nascere da una Vergine ; risuscitarsi dai morti, per sua propria virtù ; salire al Cielo”. Se queste azioni non bastano a provare la sua divinità, non so ciò che potrebbe provarla. Celsio obiettava, tuttavia, ai cristiani i presunti miracoli delle divinità del paganesimo, per opporli all’autorità di quelli di Gesù Cristo. Ma Origene ne fa ben notare la differenza per la diversità che si trova tra la morale e la dottrina di Gesù Cristo, e le assurdità e le abominazioni del culto delle false divinità. Chi può sostenere, diceva, che la correzione dei modi sia opera di imbroglio ? Che interesse può avere il demonio nel dispiegare miracoli per la santificazione del genere umano ? Arnobio sfidava i pagani di fargli vedere che i loro dei avessero mai fatto dei miracoli simili a quelli di Gesù Cristo, col loro solo comando. E’ impossibile che Dio permetta che l’uomo sia imbrogliato da un lungo seguito di falsi miracoli, soprattutto se l’uomo è in buona fede e se la corruzione del suo cuore, ed il disprezzo della verità e della giustizia non lo rendano degno di trovare le tenebre che ama e l’errore che gli piace. I maghi del Faraone fecero, senza dubbio, qualcosa che sembrasse miracoloso, cambiando le loro verghe in serpenti. Ma Dio non li confuse già la prima volta, facendo divorare, dalla verga di Mosé, i serpenti che avevano fatto apparire ? E quando sull’esempio di Mosé vollero produrre dei moscerini, Dio non ferma il loro potere e non furono costretti a confessare che era il dito di Dio che agiva tramite Mosé ? Essi furono colpiti, come gli altri Egiziani, dalla piaga delle ulcere, e la loro arte diabolica nulla poté contro gli Israeliti, che furono esenti da queste piaghe, con cui Dio colpì l’Egitto, e che gioirono di una profonda pace, nel mentre tutto il resto del Paese fu desolato, tanto per il cambio dell’acqua in sangue, tanto per la grandine e per la folgore, ed infine per le tenebre e per la morte degli uomini e degli animali. Che si mettano a confronto i pretesi miracoli dei maghi del Faraone, quelli di Apollonio di Thyane, e delle divinità del paganesimo con quelli di Gesù, di Mosé e degli Apostoli : quale sproporzione non vi notiamo?&lt;br /&gt;Abbiamo visto che il demonio abbia fermato il corso dei fiumi, che abbia diviso le acque del mare, che abbia addolcito le acque di una sorgente salata, che abbia estratto acqua da una roccia, che abbia predetto cose che dipendevano dal concorso di diverse cose libere, molto prima che accadessero ? Ha risuscitato morti interrati da diversi giorni ? I maghi hanno camminato sulle acque, guarito dei ciechi, degli zoppi, dei muti dalla nascita, senza toccarli, senza prepararvisi, col loro solo comando ? I miracoli che si citano, dei maghi e degli dei del paganesimo, da chi sono riportati ? Sono autori fedeli, contemporanei, testimoni di ciò che scrivono, e che soffrono i tormenti e la morte stessa, per sostenere ciò che essi insegnano ? Il demonio ossessa e tormenta i corpi, causa infermità, tenta i buoni : ecco gli effetti del suo potere. Se appare a Gesù, è per invogliarlo, se avesse potuto, a tentare Dio, ad adorare la più indegna delle creature. Tutto ciò che fa, procede da una potenza pericolosa e nociva. Compariva dappertutto come padre della menzogna, dell’empietà, e della superstizione. Parla ad Eva, è per farla cadere nella disubbidienza al suo Dio. Se fa apparire i prodigi del suo potere contro Giobbe, è per impegnarlo nell’impazienza e nella disperazione. Infine, tutti questi pretesi miracoli non tendono che a fare dei disgraziati, degli empi e dei cattivi. Ecco a cosa sbocca il potere del demonio e dei suoi ministri. Così, come l’Angelo delle tenebre si trasforma in Angelo di luce ; che Belzebù scacci i demoni ; che i falsi profeti facciano prodigi che conducono all’errore, se è possibile, anche gli eletti, sarà sempre facile discernere la verità dalla menzogna. Le azioni, le opinioni, la dottrina, la fine dei figli dello spirito delle tenebre, li fecero ben presto riconoscere per quello che erano. I più semplici fedeli non saranno mai imbrogliati dai falsi miracoli, se hanno altrettanta deferenza al giudizio ed agli ordini della Chiesa, come ne devono avere. E’ a Lei giudicare la missione ed il merito dei veri dai falsi apostoli. Se la Chiesa condanna Simone, è perché egli dovette fare prodigi più sorprendenti, volle innalzarsi sulle nubi, occorreva dirgli anatema (Atti 8,20-21).&lt;br /&gt;La dottrina aiuta i miracoli ed i miracoli sostengono la dottrina. Queste due cose devono essere inseparabili : sono due principi legati e cementati l’uno all’altro. Il popolo non deve giudicare assolutamente né dalla dottrina né dai miracoli ; la sua fede comprende l’uno e l’altro ; e la sottomissione dei veri fedeli abbraccia la dottrina, provata dai miracoli, ed i miracoli, accompagnati dalla sana dottrina. La prova dei miracoli, riconosciuta dalla Chiesa, sussiste sempre, in tutta la sua forza, in rapporto ai semplici coma ai sapienti. Noi rispettiamo, nei miracoli, il carattere dell’onnipotenza di Dio che ci colpisce, e l’autorità della Chiesa, che li riconosce. Così un vero miracolo deve essere : 1° - al di sopra delle forze naturali e conosciute da quello che lo produce ; 2° - Bisogna condurre a Dio ed a Gesù Cristo ; 3° - Bisogna che non abbia nulla in contrario alla vera dottrina, alla pietà, alla Chiesa. Sembra che gli Ebrei ed i Farisei del tempo di Gesù avessero, là sopra, la stessa idea nostra ; ed è questa idea, mal compresa, che essi hanno preso a pretesto per rigettare il Salvatore, nella dottrina e nelle azioni, delle quali pretendevano non notare tutti questi caratteri. Avevano la Legge di Dio, che vietava loro di ascoltare ogni operatore di miracoli, che avrebbe insegnato loro una dottrina o che manterrebbe una condotta contraria a questa Legge, ed ordina di ricorrere ai Padri, per discernere i buoni dai cattivi profeti. Gesù Cristo, secondo i Farisei, contravveniva alla Legge ; i sacerdoti disapprovavano la Sua dottrina e le Sue azioni. Sembra, dunque, che il popolo dovesse non aderire a Gesù e, comunque, il Salvatore sostiene che gli Ebrei sono molto colpevoli di non accogliere la sua Dottrina e “che essi non avrebbero affatto peccato, se Egli non avesse fatto, tra loro, opere che nessun altro ne avesse mai fatte” (Gv. 15,24). Voleva, dunque, che si credesse che i suoi miracoli fossero opere certe di ciò che Egli insegnava. Pretendeva che gli Ebrei fossero nell’obbligo di crederlo, e che bastava che Egli facesse dei miracoli, per giustificare la sua condotta e la sua dottrina. E’ la conclusione che ne tirò Nicodemo, quando disse a Gesù : “Noi sappiamo che siete un Maestro, inviato da Dio, perché nessuno può fare le meraviglie che voi fate, se Dio non è con lui” (Gv. 3,2).&lt;br /&gt;In effetti, quando i miracoli sono certi, non bisogna affatto d’altre grave per accogliere come inviato da Dio quello che li fa. Essi recano necessariamente con essi il carattere della verità e della divinità. E’ quando anche la dottrina fosse sospetta, come quella di Gesù poteva esserla a Nicodemo perché sembrava distruggere le tradizioni dei farisei, se vi sono dei miracoli certi ed evidenti dallo stesso lato, bisogna che l’evidenza del miracolo prevalga su ciò che potrebbe esserci di difficile da parte della dottrina. Ciò che è fondato su questo principio immobile che Dio non può indurre in errore. Ora egli indurrebbe in errore se i facenti miracoli annunciassero una falsa dottrina che non sembrasse visibilmente falsa alle luci del senso comune e se un grande operatore di miracolo non avesse già avvertito di non crederli. Così se vi era una divisione nella chiesa e che gli ariani per esempio, che si dicevano fondati nella Scrittura, come i Cattolici avessero fatto dei miracoli, ed i non cattolici, fossero stati indotti in errore, perché vi fosse stato nella necessità di concludere in favore dei miracoli o di seguire una falsità. Ora è ciò che Dio non può fare e ciò che farebbe, comunque, se permettesse che, in una questione oscura e dubbia, vi fossero dei miracoli dai due lati, ciò sarebbe il caso, allora, che occorrerebbe impiegare le regole che vi abbiamo proposte : l’esame della Scrittura, la natura del miracolo, la condotta di quello che lo fa, l’autorità della Chiesa, e, soprattutto, la preghiera, per purificare il suo cuore dalla presunzione e dai desideri sregolati che possono chiuderci gli occhi e portarci nell’errore.&lt;br /&gt;Tertullliano nota, su questo argomento, una cosa che merita molta attenzione. Sembra, dice, che il Figlio di Dio non potesse più impiegare l’autorità dei miracoli per provare la sua missione, dopo averne affievolito, o piuttosto annientato la prova, predicando che gli impostori farebbero dei miracoli che potrebbero sedurre anche gli eletti : “Temerariam signorum atque virtutum fidem ostendit, ut etiam apud pseudo-christos facillimarum”. Da dove viene dunque, aggiunge, che Gesù Cristo vuole che lo si approvi, che lo si riconosca, che lo si riceva sulla testimonianza dei suoi miracoli, mentre Egli rifiuta lo stesso privilegio agli altri operatori di miracoli ? E’, senza dubbio, perché, essendo venuto il primo, ed avendo il primo, dato dei precetti sulla natura e sulle qualità dei veri miracoli, ha guadagnato la fiducia e si è reso il maestro degli spiriti. Come quello che entra per primo nei bagni, occupa il posto e chiude la porta agli altri, così Gesù Cristo ha buttato tutti gli altri e si è riservato, a Lui solo, la fiducia : “Ita fidem occupavit, posteris quibusque proeripuit !&lt;br /&gt;Avendo il vantaggio di essere venuto per primo, ha screditato quelli che dovevano venire dopo di lui, dipingendoli e predicandoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sant’Agostino, rispondendo ai donatisti, che si vantavano di avere degli operatori di miracoli, e che dicevano che Ponzio ne aveva fatto uno, e che Dio aveva risposto a Donato, quando egli pregava, questo santo Padre rispose : 1° - Che gli eretici sono i primi ad essere imbrogliati, credendo alle favole od imbrogliandoci, raccontandoci ciò che essi stessi non credevano. 2° - Ammesso che avessero fatto dei miracoli, egli sostiene che essi non avessero affatto la carità, senza la quale, la fede, che fa trasportare le montagne, non serve a niente. Ora egli giudica che essi non hanno affatto la carità, perché hanno rotto l’unità. 3° - Infine, egli dice che il Figlio di Dio ci ha messi in guardia contro questi operatori di miracoli : “Contra istos mirabiliaros cautum me fecit Deus meus, dicens : In novissimis diebus exurgent pseudoprophetae, facientes signa et portenta, ut in errorem inducant, si fieri potest, etiam electos”. Un soldato disertore può far spavento ad un uomo di campagna ; ma quello che non vuol essere sorpreso, né spaventato, fa attenzione, se questo soldato è nel suo campo e se segue il suo esercito, e se la divisa che egli porta può dargli qualche autorità. Se è separato dal suo corpo e non ha affatto la divisa che lo deve distinguere, non teme le minacce e si oppone ai suoi sforzi. Egli si serva ancora, altrove, dello stesso paragone e distingue i miracoli dei maghi da quelli dei Santi, per il fine che si propongono, e per il diritto e l’autorità con la quale li fanno. I maghi cercano le loro proprie glorie ed i Santi, la gloria di Dio. I primi agiscono con un potere che viene loro accordato, in un certo ordine ed in certi limiti, ma i Santi operano con autorità pubblica, emanata da Colui a cui ogni potere è stato dato in Cielo e sulla Terra. Per concludere tutto ciò che abbiamo detto fin qui, toccando i veri ed i falsi miracoli, si può assicurare : 1° - Che Dio solo può fare veri miracoli, poiché Lui solo può agire contro le regole normali della natura o sospenderne l’azione, quando e come lo giudica opportuno. 2° - Che gli uomini, gli Angeli ed i demoni possono, talvolta, fare azioni miracolose, per volontà espressa di Dio, che si serva della sua creatura, per eseguire i suoi ordini e per servire da strumento alla sua Misericordia od alla sua Giustizia. 3° - Che gli spiriti, separati dalla materia, possano, naturalmente e senza miracolo, agire sui corpi. 4° - Che i presunti miracoli dei maghi del Faraone sono operazioni magiche, di cui il demonio è l’autore e lo strumento. 5° - Che il vero miracolo si serve molto della sua autorità esteriore, rispetto al popolo, della dottrina e del merito di colui che lo fa, e dell’opposizione della Chiesa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1426462185222444347-8180883846505064211?l=spezzalecatene.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1426462185222444347/posts/default/8180883846505064211'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1426462185222444347/posts/default/8180883846505064211'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spezzalecatene.blogspot.com/2008/05/dissertazione-sui-veri-e-falsi-miracoli.html' title='Dissertazione sui veri e falsi miracoli e sul potere dei demoni e degli angeli sui corpi'/><author><name>Movimento Gospa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14944804856204661739</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1426462185222444347.post-9200995925867255949</id><published>2008-05-03T14:20:00.002+02:00</published><updated>2008-05-03T14:23:09.257+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Esorcismo ministero esercitato nella Chiesa'/><title type='text'>Esorcismo, ministero esercitato nella Chiesa (Don Gabriele Amorth)</title><content type='html'>Cristo, unico vincitore di Satana, ha dato degli insegnamenti e dei poteri precisi contro il demonio. Il potere apologetico degli esorcismi, all'epoca di Gesù, allo scopo di attirare i pagani. L'istituzione dell'esorcistato e la pratica degli esorcismi nel corso dei secoli. La situazione attuale nella Chiesa latina.Chi sono gli esorcisti, quanti sono, che cosa fanno e quando ricorrere a loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Incomincio precisando i limiti di questo articolo. Non parlo dell’antichità, ossia dei secoli prima di Cristo, e neppure dei popoli non cristiani. Mi limito a dire che presso tutte le religioni e presso tutti i popoli ci sono sempre stati diavoli ed esorcisti, anche se con nomi diversi. Anche prima degli ebrei, degli egiziani, degli assiri, dei babilonesi, ogni popolo ha avuto l’intuizione dell’esistenza di spiriti del male da cui occorreva difendersi, liberarsi, o che bisognava ingraziarsi.&lt;br /&gt;Naturalmente la concezione di questi spiriti dipendeva – e tuttora dipende – dalla mentalità socio-culturale dei vari popoli, e così pure i rimedi: riti, stregoni, danze, sacrifici... Non parlerò delle Chiese cristiane non cattoliche. Mi limito a dire che una prima grande differenza di comportamento avvenne già nel IV° secolo, quando la Chiesa latina istituì il sacramentale dell’esorcistato, affidato ai vescovi. La Chiesa d’Oriente non ha mai accettato tale istituzione, senza per questo venir meno all’unità. Quando poi avvennero gli altri "strappi", con le scissioni delle Chiese della riforma, anche le pratiche esorcistiche si sono differenziate lungo i secoli, secondo le varie confessioni. L’Enciclica Ut unum sint, del 25 maggio 1995, sottolinea l’importanza di conoscere le Chiese sorelle e rileva che in esse «certi aspetti del mistero cristiano a volte sono stati messi in luce più efficacemente» (n. 14). Mi pare che si possa applicare questa osservazione al caso della fedeltà alla lettura della Bibbia da parte del popolo; credo anche che si possa fare la stessa osservazione a proposito degli esorcismi, che nel mondo ortodosso in generale e in talune confessioni del protestantesimo costituiscono una pratica pastorale ordinaria, come in passato era anche nella Chiesa latina, cosa che purtroppo oggi non è più.&lt;br /&gt;Gesù e gli apostoli. Premettiamo un’osservazione basilare. Solo con la rivelazione divina l’uomo è giunto ad una cognizione esatta, benché parziale, del mondo invisibile. Per cui anche le forze del male, di cui tutti i popoli hanno avuto una vaga conoscenza, hanno acquistato chiarezza con la cognizione dei demoni: esseri spirituali e personali, creati buoni da Dio, ossia creati angeli, e ribellatisi a Dio giungendo ad una totale e irreversibile perversione.&lt;br /&gt;Solo con l’avvento di Cristo anche l’esorcismo acquista piena efficacia. Perché Gesù è venuto «per distruggere le opere di Satana» (1 Gv 3,8), è venuto, come afferma lo stesso Signore, per distruggere il regno del demonio e instaurare il regno di Dio (cf Lc 11,20). Quando Pietro riassume l’opera di Gesù alla presenza di Cornelio, il primo pagano che si converte al cristianesimo, si limita a dire: «Passò facendo del bene e liberando coloro che erano schiavi del demonio» (At 10,38). Satana, «principe di questo mondo», come lo chiama Gesù (Gv 14,30) e «dio di questo mondo», come lo chiama Paolo (2 Cor 4,4), era il forte, padrone di tutti i regni della terra, che si sentiva sicuro del suo dominio. Gesù è il più forte, che lo disarma (Lc 11,21-22).&lt;br /&gt;Il Maestro Divino ha dato degli insegnamenti precisi e dei poteri precisi contro il demonio, chiarendo dubbi che anche al suo tempo erano ricorrenti, sulla stessa esistenza del maligno: i farisei ci credevano, i sadducei no. Ha messo in chiaro l’azione di Satana contro Dio; si pensi, ad esempio, alle spiegazioni che lui stesso ha dato alla parabola del buon grano e della zizzania e alla parabola del seminatore. Ha liberato gli indemoniati, distinguendo con chiarezza la liberazione dal demonio dalla guarigione dei malati; saranno certi teologi e biblisti di oggi, pasticcioni e traditori del vangelo, a confondere e negare la chiarezza evangelica, per cercare di imporre la loro incredulità.&lt;br /&gt;Anche conferendo i suoi poteri agli apostoli, Gesù ha sottolineato bene la distinzione tra il potere di liberare da Satana e il potere di guarire i malati. E ha proceduto progressivamente: prima ha dato il potere di cacciare i demoni agli apostoli; poi lo ha esteso ai discepoli; infine lo ha conferito a tutti coloro che avrebbero creduto in lui e agito con la forza del suo nome (Mc 16,17). Seguendo le parole del Maestro e l’esempio degli apostoli, nei primi tre secoli, tutti i cristiani che lo volevano facevano esorcismi. Questo fatto ha avuto anche un grande valore apologetico perché i pagani indemoniati si rivolgevano ai cristiani per essere liberati. Scrive Giustino: «Cristo è nato per volontà del Padre e salvezza dei credenti e a rovina dei demoni. Voi potete farvene la convinzione da ciò che vedete con i vostri occhi. In tutto l’universo e nella vostra città (Roma) ci sono numerosi indemoniati che gli altri esorcisti, incantatori e maghi non hanno potuto guarire. Invece molti di noi cristiani, comandando loro nel nome di Gesù Cristo, crocifisso sotto Ponzio Pilato, abbiamo guarito riducendo all’impotenza i demoni che possedevano gli uomini» (Apologia, VI, 5-6).&lt;br /&gt;Tertulliano conferma l’efficacia con la quale i cristiani liberano dai demoni sia gli stessi cristiani, sia i pagani. E insiste sull’efficacia degli esorcismi non solo sulle persone, ma anche sulla vita sociale, impregnata di idolatria e di influenze malefiche. È un aspetto molto importante, tenuto ben presente anche nei discorsi sul demonio pronunciati da Paolo VI e da Giovanni Paolo II. Può essere colpita una famiglia, una particolare società, un’intera corrente politica che può giungere a detenere il potere (penso alle orrende aberrazioni del nazismo; agli eccidi di Stalin e seguaci: si parla di 20 milioni di vittime). È a questo proposito che Paolo VI ci ricorda: «La Scrittura acerbamente ci ammonisce che tutto il mondo giace sotto il potere del maligno» (23.2.1977).&lt;br /&gt;Origene aggiunge elementi nuovi quando testimonia che, nel nome di Gesù, si possono cacciare i demoni non solo dalle persone, ma anche dagli oggetti, dalle case, dagli animali. Sono liberazioni che noi esorcisti abbiamo sempre fatto anche se i documenti ecclesiastici non ne parlavano (il Diritto Canonico e il Rituale Romano contemplano solo il caso di possessione personale); ma ne parla ora il Catechismo della Chiesa Cattolica. Interessante Cipriano: «Vieni a udire con i tuoi propri orecchi i demoni, vieni a vederli con i tuoi occhi nei momenti in cui, cedendo ai nostri scongiuri, ai nostri flagelli spirituali e alla tortura delle nostre parole, essi abbandonano i corpi dei quali avevano preso possesso» (Contro Demetrio, c. 15). Ho insistito sul potere apologetico degli esorcismi, allo scopo di attirare i pagani, perché oggi ci troviamo sul versante opposto: i cristiani non trovano più nessun aiuto, nessuna comprensione negli uomini di Chiesa; perciò si rivolgono ai maghi, ai cartomanti, alle sètte, ad altre religioni.&lt;br /&gt;Ricordo infine come la pratica degli esorcismi si sia andata sviluppando, fin dai primi tempi, in due direzioni: per liberare gli ossessi e come parte integrante del battesimo, in cui veniva attribuito ad esso un grande valore, perché si sottolineava così come il catecumeno veniva sottratto a Satana e incorporato a Cristo. Abbiamo un’eco di questo trapasso nei voti battesimali. Purtroppo nell’ultima riforma liturgica l’esorcismo battesimale, specie dei bambini, è stato così minimizzato che lo stesso Paolo VI ha manifestato pubblicamente il suo disappunto, nel discorso del 15 novembre 1972. Ma oggi i liturgisti nel demonio credono pochino; basti vedere come, nel nuovo Benedizionale, sono state accuratamente tolte tutte le invocazioni al Signore, per essere protetti dal maligno.&lt;br /&gt;La svolta del IV° secolo. Tra le grandi figure di esorcisti che la storia della Chiesa ci ricorda, non possiamo dimenticare san Martino di Tours e poi i primi monaci, come Antonio, Pacomio, Ilarione. Il popolo intuisce che chi più è dedito alla preghiera e al digiuno più è adatto a fare esorcismi. È il motivo per cui ancora oggi, nella Chiesa ortodossa, per trovare un esorcista basta rivolgersi a un monastero; amministrare esorcismi è considerato un carisma e, come affermano le Costituzioni Apostoliche del 380, «si diventa esorcisti non per ordine sacro, ma per decisione personale, buona volontà, fortezza d’animo e grazia».&lt;br /&gt;In Occidente invece è forte la tendenza, in parte dovuta al diritto romano, di voler regolarizzare tutto. Già alla fine del II° secolo s. Ireneo parla con ammirazione degli esorcisti come di un ceto a parte, benché tutti vi potessero appartenere. A Roma, papa Cornelio, in una sua lettera del 251 è il primo a parlare degli esorcisti come di aventi un ufficio sacro. Penso che si possa considerare conclusa questa istituzione del sacramentale dell’esorcistato con l’anno 416, quando papa Innocenzo I° stabilisce che gli esorcismi possano essere amministrati solo dietro autorizzazione vescovile. Questa è la disciplina tuttora vigente (con la precisazione che il vescovo può dare la facoltà d’esorcista solo a sacerdoti); trattandosi di istituzione ecclesiastica, sono possibili e augurabili cambiamenti.&lt;br /&gt;È importante un’osservazione. Non è che con l’istituzione dell’esorcistato si sia misconosciuto il potere che Cristo ha dato a tutti coloro che credono in lui, di cacciare i demoni; e neppure è da ritenersi che l’esorcismo sia l’unica forma per potersi liberare da possessioni o da influenze malefiche. Restano sempre efficacissimi, direi indispensabili e spesso sufficienti, i comuni mezzi di grazia: preghiere, sacramenti, penitenze, opere di carità... E restano validissime le preghiere private di liberazione; come pure rimane la libertà piena dello Spirito Santo di dare carismi a chi vuole e quando vuole, anche il carisma di liberare dai demoni. La differenza sta nel fatto che la Chiesa, istituendo e regolamentando gli esorcismi come preghiera pubblica, ha voluto anche sottrarre i fedeli dagli imbroglioni e falsi carismatici, che non sono mai mancati.&lt;br /&gt;Fino al secolo XII° la pratica degli esorcismi è in pieno e pacifico sviluppo, sia in Oriente sia in Occidente. Le Chiese sono ben fornite di esorcisti, per cui l’esorcismo è quello che deve essere: quando occorre, fa parte della comune attività pastorale e non c’è nessuna difficoltà a trovare un esorcista. In questo modo esiste anche quella che io chiamo la scuola, che adesso è scomparsa per il lungo disuso: l’esorcista anziano è aiutato da giovani che, venendo meno lui, sono preparati a sostituirlo. È anche un periodo di grande creatività di formule esorcistiche; menziono in particolare i formulari di Alcuino (+ 804), che entrarono nel Messale Romano Gallicano e poi in parte nel Rituale Romano promulgato nel 1614. Un merito di quest’epoca è anche che sia il popolo sia i teologi hanno respinto la credenza delle streghe, che stava divulgandosi.&lt;br /&gt;Furono invece assai tristi i secoli seguenti. Si incomincia a dare il nome di streghe a quelle donne un po’ matte, che venivano chiamate bonae feminae; e invece di esorcizzare le persone, si incomincia a perseguitarle e addirittura a condannarle al rogo. È il crollo di ogni giustizia pastorale e giuridica, che fa perdere la testa anche alle persone più responsabili le quali, sperando di moderare e regolare queste cattive tendenze, emanano disposizioni dalle conseguenze gravissime. Nel 1252 Innocenzo IV° autorizza la tortura agli eretici; nel 1326 Giovanni XXII° autorizza l’inquisizione contro le streghe. Si incomincia a demonizzare tutto, ma avviene questo fenomeno: dove non si fanno più esorcismi, il loro posto viene occupato dalle persecuzioni; altrove, come nella Spagna nota per l’Inquisizione di Torquemada, si continuarono a fare esorcismi e le streghe non furono perseguitate. Gli anni peggiori furono dal 1560 al 1630, e le nazioni dei protestanti furono assai più colpite che quelle cattoliche.&lt;br /&gt;È giusto ricordare qualche nobile eccezione. È ben documentato il caso di suor Giovanna Fery (1559-1620). Da vari anni aveva stretto patti col diavolo: era una vera strega da consegnare all’Inquisizione e da condannare al rogo, secondo le norme di quell’epoca. Per sua fortuna trovò un prelato di grande cultura e sensibilità pastorale, mons. Luigi de Berlaymont, arcivescovo di Cambrai. Questi ordinò che la suora non fosse processata, ma sottoposta ad esorcismi. Fu liberata e visse poi come suora esemplare. In seguito scoppiò la ribellione contro simili metodi barbari. Merita un particolare ricordo il gesuita Friedrich Spee, che nel 1631 pubblicò il libro Cautio criminalis, in cui faceva una critica spietata contro la tortura e la caccia alle streghe.&lt;br /&gt;La reazione fu irrazionale, come era stata irrazionale la persecuzione. Tutto cessò di colpo. Ma non avvenne che le torture venissero sostituite dagli esorcismi, come ci si sarebbe aspettato. La reazione fu più radicale: si era giunti a demonizzare tutto, e ora, dal secolo XVIII° in poi, si negò ogni esistenza del demonio, che tutt’al più fu visto come un pupazzo o come l’idea astratta del male. A questo brusco passaggio contribuì la cultura laica, l’ateismo predicato alle masse, il razionalismo del mondo scientifico e culturale. Ne è stata conseguenza quella perdita di fede che stiamo vivendo tuttora, e la crescita d’ogni forma di superstizione, con l’espandersi d’ogni specie d’occultismo. A che punto ci troviamo. Anche l’ambiente ecclesiastico è stato molto influenzato da tutti questi rivolgimenti. Mi limito al campo di mio interesse. Nel mondo cattolico si può dire che gli esorcisti sono quasi scomparsi da tre secoli. Notiamo bene: qualche esorcista c’è sempre stato; ed è interessantissimo leggere le biografie dei santi, per vedere come molto spesso, pur non essendo esorcisti, hanno liberato le persone possedute. Oggi il mondo ecclesiastico è sprovveduto sia in teoria, sia soprattutto in pratica.&lt;br /&gt;In teoria. Da decenni nei seminari e nelle università ecclesiastiche (salvo sempre eccezioni) non si studia più quella parte di teologia dogmatica che, parlando di Dio Creatore, parla degli angeli, della loro prova, della ribellione dei demoni; così negli studi i demoni non esistono più. Non si studia più la teologia spirituale, che tratta dell’azione ordinaria del demonio, la tentazione, e della sua azione straordinaria, la possessione e i mali melefici; tratta quindi anche dei rimedi, tra cui gli esorcismi. Di conseguenza agli esorcismi non si crede più, confermati in questa incredulità dal fatto di non averne mai fatti e mai visti. Non si studia più, in teologia morale, quella parte che riguarda certi peccati contro il Primo Comandamento: la magia, la negromanzia, lo spiritismo, ossia le forme di superstizione più condannate dalla Bibbia e oggi più diffuse. Per cui non si è istruito il popolo di Dio che, quando avvicina i sacerdoti su queste materie, si trova quasi sempre di fronte a un muro di ignoranza e di incomprensione.&lt;br /&gt;Se a queste due grandi carenze, di studio e di esperienza diretta, aggiungiamo gli errori dottrinali di tanti teologi e biblisti, che arrivano perfino a negare gli esorcismi del vangelo, ritenendoli "linguaggio culturale", "adattamento alla mentalità dell’epoca", la frittata è completa. È vero che contro questi errori si è alzata la voce dei Pontefici, soprattutto di Paolo VI e di Giovanni Paolo II, a cui va aggiunto il documento sulla demonologia, promosso dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, pubblicato il 26 giugno 1975 e inserito tra i documenti ufficiali della S. Sede. Ma questo non è bastato a dissipare il nebbione della ormai radicata incredulità.&lt;br /&gt;E i vescovi, che hanno il monopolio della nomina degli esorcisti? Anch’essi si trovano ad agire in mezzo a queste difficoltà: da una parte il Diritto Canonico dà a loro e solo a loro il potere di nominare esorcisti (can. 1172), per cui è un potere-obbligo gravissimo; d’altra parte anch’essi hanno gli stessi limiti di tutto il clero: non hanno mai studiato questa materia, non hanno mai visto né praticato esorcismi (salvo rare eccezioni), subiscono l’influenza delle idee errate di certi teologi e biblisti; in conclusione, ci credono solo in teoria. È difficile credere alle cose che vediamo noi esorcisti, se non ci si assiste. Aggiungo anche che questo abbandono di tre secoli ha fatto sì che, non conoscendosi più gli esorcismi e il loro svolgimento, agli occhi di molti appaiono come un qualche cosa di abnorme, di mostruoso, a cui si deve ricorrere assolutamente meno che si può, e meglio ancora se non si fanno mai. Così trovare un esorcista nella Chiesa cattolica latina è diventato un dramma; solo in Italia si è incominciato a muovere qualcosa negli ultimi anni; ma la maggior parte delle altre nazioni ne sono quasi sprovviste. La gente si sente non capita, abbandonata, e si rivolge altrove, come abbiamo detto: a maghi, cartomanti, sètte, altre religioni. In compenso chi non ha mai dormito è stato il demonio. Dice chiaro il Vaticano II: «Tutta intera la storia umana è pervasa da una lotta tremenda contro le potenze delle tenebre; lotta cominciata fin dall’origine del mondo e destinata a durare, come dice il Signore, fino all’ultimo giorno» (Gaudium et spes, 37). E Giovanni Paolo II: «Alla vittoria di Cristo sul diavolo partecipa la Chiesa: Cristo infatti ha dato ai suoi discepoli il potere di cacciare i demoni. La Chiesa esercita tale potere vittorioso mediante la fede in Cristo e la preghiera che, in casi specifici, può assumere la forma dell’esorcismo» (20 agosto 1986). Ci sono le parole del vangelo; ci sono le parole del magistero ecclesiastico e le norme del Diritto Canonico; ma, in pratica, nonostante la grande richiesta, vedo molto lontano il tempo in cui gli esorcismi torneranno a far parte, in ogni diocesi, del comune servizio pastorale. E sbagliano di grosso quelle persone che avvicinano l’esorcista come se avesse dei poteri straordinari, un po’ come se fossero dei "buoni maghi". Per avvicinare un esorcista ci vuole tanta fede in Gesù Cristo e tanta fede nella Chiesa, in nome della quale l’esorcista opera.&lt;br /&gt;Che cosa fa un esorcista? Prima di tutto è un uomo di ascolto, per vedere che cosa il caso richiede. Il più delle volte la nostra gente ha solo bisogno di avvicinarsi a Dio; non si tratta di aver bisogno di esorcismi, ma di conversione. Credo che ogni esorcista possa testimoniare di aver avvicinato alla preghiera, ai sacramenti, alla pratica cristiana, molte più persone lontane da quando ha iniziato il ministero di esorcista, che in antecedenza, quando ricopriva altri incarichi apostolici. Vivere in grazia e ciò che questo comporta (preghiera, sacramenti, istruzione religiosa...) resta anche sempre il mezzo preventivo e curativo più efficace.&lt;br /&gt;Un secondo compito dell’esorcista è quello di tranquillizzare le persone. Oggi sono proprio tanti coloro che ritengono di avere la jella, di essere stati raggiunti da un qualche maleficio ad opera di persone invidiose, gelose, perverse, concorrenti in affari e via dicendo. Inutile dire che spesso questa convinzione viene confermata o fatta nascere da persone sbagliate che si sono consultate: maghi, cartomanti, sedicenti veggenti o carismatici, di cui c’è un’invasione e una continua pubblicità da parte dei mass media. Ogni sacerdote e ogni persona di buon senso sarebbe in grado di tranquillizzare questi tormentati; ma la parola dell’esorcista è più efficace perché è un po’ considerato un professionista in questo campo.&lt;br /&gt;Infine il compito dell’esorcista è di esorcizzare, quando vede che ne sono presenti le condizioni. Ci possono essere semplici motivi di sospetto, che con una brevissima preghiera esorcistica vengono chiariti. Si inizia sempre con molta semplicità e brevità. Solo chi ha un’ignoranza totale di questo ministero immagina che l’esorcismo sia un qualche cosa di spaventoso, di traumatico. Tale effetto può verificarsi nei presenti inesperti, non nella persona colpita, se nel corso dell’esorcismo o addirittura al suo inizio, si manifestano reazioni esterne violente o fenomeni strani. Proprio perché l’esorcismo, e solo l’esorcismo, può verificare se i fenomeni "di sospetto" nascondono una causa malefica o no, i primi esorcismi hanno importanza diagnostica più che curativa. Ogni esorcista segue poi dei criteri personali, sia nel modo di condurre gli esorcismi sia nell’esaminare le persone che a lui si rivolgono. Alcuni fanno riempire dei questionari che essi stessi hanno preparato. Io consiglio sempre che la persona per prima cosa intensifichi la sua vita di preghiera; normalmente chiedo anche che, prima di essere ricevuta da me, abbia chiesto una serie di preghiere di guarigione e liberazione, o fatte da un sacerdote, o fatte da un gruppo di preghiera del Rinnovamento, abituato a questo; e ricevo le persone solo se il sacerdote che ha guidato queste preghiere mi segnala l’opportunità di fare esorcismi e me ne specifica i motivi.&lt;br /&gt;Nella lotta contro il demonio non si insiste mai abbastanza sui criteri da seguire. Quando si tratta dell’azione ordinaria del demonio, la tentazione, il vangelo stesso ci dice che i rimedi sono due: «Vigilate e pregate per non entrare in tentazione». Se si tratta dell’azione straordinaria del demonio, possessione o disturbi malefici, io metto all’ottavo posto il ricorso agli esorcismi, sia come efficacia sia come rimedio a cui ricorrere. Questa è la mia successione: 1) vivere in grazia di Dio; 2) la confessione; 3) la Messa; 4) la comunione; 5) l’adorazione eucaristica; 6) ogni preghiera, soprattutto i salmi e il rosario; 7) le preghiere di liberazione; 8) gli esorcismi. Naturalmente si vede la contemporaneità di questi mezzi di grazia e la diversa frequenza; ad esempio la preghiera, come successione di tempo, precede e accompagna tutto. «Coloro che crederanno in me, nel mio nome cacceranno i demoni... imporranno le mani sugli infermi ed essi guariranno» (Mc 16,17-18). Se almeno i sacerdoti credessero alle parole del Signore e al potere che hanno, non si stancherebbero di benedire tutte le persone che domandano anche solo una semplice benedizione. Credo che tanti mali guarirebbero e che un esercito di persone (maghi, cartomanti, sensitivi e simili) finirebbero in cassa integrazione. È uno degli scopi che noi esorcisti, almeno indirettamente, cerchiamo di ottenere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Don Gabriele Amorth&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1426462185222444347-9200995925867255949?l=spezzalecatene.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1426462185222444347/posts/default/9200995925867255949'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1426462185222444347/posts/default/9200995925867255949'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spezzalecatene.blogspot.com/2008/05/capitolo-x-esorcismo-ministero_03.html' title='Esorcismo, ministero esercitato nella Chiesa (Don Gabriele Amorth)'/><author><name>Movimento Gospa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14944804856204661739</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1426462185222444347.post-2724930267170533261</id><published>2008-05-03T14:10:00.003+02:00</published><updated>2008-05-03T14:23:28.748+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Esorcismo: da Gesù Cristo a Giovanni Paolo II'/><title type='text'>Esorcismo - da Gesù Cristo a Giovanni Paolo II (Don Marcello Stanzione)</title><content type='html'>Il termine “ esorcismo” è una parola estremamente carica di valore emotivo: essa suscita paura, accende la curiosità verso realtà misteriose, suscita perplessità ed irrisione come realtà superstiziosa ed arcaica. Per noi cattolici, l’esorcismo è un comando rivolto al diavolo da un prete, delegato dal proprio vescovo,in nome e per la potenza di Gesù Cristo affinché si allontani e smetta di tormentare i credenti che sono stati redenti grazie alla passione e alla morte di Cristo. In tutte quelle culture e religioni in cui si crede all’esistenza e all’azione di potenze demoniache e di spiriti maligni troviamo sempre rituali e pratiche esorcistiche, più o meno evolute, per liberare e liberarsi da forze malevoli, da malattie fisiche e psichiche e da tutto ciò che nuoce ad una serena esistenza personale e sociale.&lt;br /&gt;E’ questo un dato universale che emerge sia dagli studi di storia comparata delle religioni che da quelli di antropologia culturale. Questo dato conferma un dato universale: di fronte al male, l’essere umano ha cercato sempre di difendersi ricorrendo a forse ultraterrene nella consapevolezza che non c’era in lui la possibilità di vincere da solo questa battaglia. Nelle religioni cosiddette primitive o arcaiche tale compito è affidato agli stregoni che attraverso la recita di formule magiche con urla, fischi accompagnati dallo strepito di alcuni strumenti e determinati gesti (imposizione delle mani, soffiare, sputare in direzione degli spiriti, ecc.). Questo è attestato già chiaramente negli antichi riti della religione assiro-babilonese, ma ciò accadeva anche nelle religioni precolombiane.&lt;br /&gt;Anche l’ebraismo conosce riti esorcistici, testimoniati dal Nuovo Testamento: Gesù rispondendo a quanti lo accusavano di servirsi del nome di Beelzebul per scacciare i demoni, afferma: «E i vostri figli in nome di chi li scacciano?» (Mt 19, 13-14). Il vangelo che presenta maggiormente il ruolo esorcistico di Gesù è quello di San Marco e da questo riportiamo un episodio, tra i tanti: “Gesù andò a Cafarnao ed entrò di sabato nella Sinagoga. Un uomo che era nella Sinagoga, posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare: “ Che c’entri con noi Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio”. E Gesù lo sgridò: “ Taci! Esci da quell’uomo”. E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui”(Mc 1,23-26). Gli Atti degli Apostoli ( 19,13-14) parlano di esorcisti ambulanti che impararono ad usare anche il nome di Gesù nei loro esorcismi. La prassi esorcistica nell’ebraismo è confermata da Giuseppe Flavio nelle Antichità giudaiche, e la troviamo anche nella misteriosa e affascinante comunità di Qumram.&lt;br /&gt;Nel NT Gesù scaccia i demoni con la potenza della sua parola (Mc 4, 25-26), in virtù della potenza dello Spirito di Dio che è in lui (Mt 12, 22-32), detto anche dito di Dio (Lc 11,20), imponendo le mani (Mc 5, 32). I suoi discepoli ricevono da Cristo il potere di scacciare il maligno (Mt 10,7), e la riuscita dipende dalla potenza della parola di Cristo e dalla fede in lui che si ottiene anche con la preghiera e il digiuno (Mc 9, 28-29), con l’imposizione delle mani (Mc 16,18). Importante quello che si legge nel capitolo 10 di San Luca, la potestà di esorcizzare non è conferita solo ai dodici apostoli ma viene estesa anche ai semplici discepoli: “ Dopo questi fatti il Signore designò altri 72 discepoli e li inviò a due a due avanti a se in ogni città o luogo dove stava per recarsi. I 72 tornarono pieni di gioia dicendo: “ Signore anche i demoni si sottomettono a noi nel tuo nome”. Gesù disse: “ Non rallegratevi però perché i demoni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli” (Lc 10,1.17.20). La storia della Chiesa che nasce dopo l’ascensione di Gesù risorto al cielo e la discesa dello Spirito Santo a Pentecoste è raccontata nel libro degli Atti degli Apostoli dove spesso sono elencate le lotte degli apostoli e dei primi cristiani contro i diavoli e le varie forme di magia e divinazione. Nei primi secoli del cristianesimo l’uso degli esorcismi fu largamente praticato tanto da istituire l’ordine dell’esorcistato. San Giustino, martirizzato a Roma nel 165, scriveva nella Apologia: “ Numerosi indemoniati in ogni parte del mondo e della vostra città, che non furono guariti da tutti gli altri esorcisti, incantatori e fattucchieri, li guarirono e anche ora li guariscono molti dei nostri cristiani, facendo scongiuri nel nome di Gesù Cristo”.(Apologia, II,6).&lt;br /&gt;Il papa Cornelio, martirizzato nel 253, in una sua lettera del 251 al vescovo Flavio di Antiochia, dopo dettagliate informazioni sul numero dei Presbiteri e Diaconi della Chiesa di Roma, parla anche degli esorcisti come di una “classe speciale”. Tertulliano attesta anche il gesto liturgico dell’insufflazione cioè dell’uso di soffiare lentamente e lievemente addosso all’ossesso. La Tradizione Apostolica aggiunge segni di croce su varie parti del corpo come ad esempio sulla fronte, sulle orecchie e sul naso. Lattanzio, nel IV secolo, attesta il segno della croce unito all’invocazione del nome di Cristo. Tra il III e il IV secolo vengono introdotti tutti gli elementi del rito degli esorcismi caratteristici della liturgia romana . Tra i rituali di esorcismi più importanti bisogna menzionare il rituale di Paolo V del 1614 dal titolo : De exorcizandis obsessis a demonio. In esso, che è stato in vigore fino a pochi anni fa per essere rimpiazzato da un altro che lo riprende quasi integralmente, i vari gesti, letti alla luce delle formule che li accompagnavano, si caratterizzavano chiaramente per il riferimento alla vittoria di Cristo sul demonio e l’implorazione dello Spirito Santo che attua nel presente la sua vittoria pasquale e prende il posto lasciato libero dal demonio. Il 25 gennaio 1983 è stato promulgato il Nuovo Codice di Diritto Canonico che sancisce le innovazioni del concilio Vaticano II.&lt;br /&gt;Riguardo agli esorcismi, il canone 1172 afferma: “ Nessuno può proferire legittimamente esorcismi sugli ossessi, se non ne ha ottenuto dall’Ordinario del luogo peculiare ed espressa licenza”. Agli inizi degli anni 90 il settimanale l’Europeo riferì dell’attività esorcistica del servo di Dio Giovanni Paolo II. Riprendo uno stralcio dell’articolo: “Gli episodi sono noti ai membri della famiglia pontificia e ad alcuni esponenti della segreteria di Stato, “ Il fatto che il Papa abbia esorcizzato”, sostengono in Vaticano, “ non deve meravigliare perché egli ha compiuto un gesto che spetta ad ogni Vescovo cattolico. E’ notorio che Karol Wojtyla, già da Arcivescovo e da Cardinale, esorcizzava”. ( L’Europeo, 7 Aprile 1990, p. 39 ). Ma attenzione a non cadere nel facile straordinario, perché l’azione della Chiesa di liberazione dei fedeli cattolici si realizza in modo normale attraverso la preghiera e i sacramenti, in particolare attraverso il sacramento della Riconciliazione. Infatti i fedeli, anche se rinati in Cristo attraverso il Battesimo, sperimentano, per tutta la durata della loro esistenza, le tentazioni del male; devono perciò vigilare con la preghiera e con la sobrietà della vita, perché il loro nemico, «il Diavolo, come leone ruggente, va in giro cercando chi divorare» (1 Pt 5,8). A lui devono resistere forti nella fede, «sostenuti dalla forza del Signore e dal vigore della sua potenza» (Ef 6,10) e sorretti dalla preghiera della Chiesa, con la quale essa chiede che i suoi membri siano sicuri da ogni turbamento. Per la grazia dei sacramenti, e specialmente dalla celebrazione frequente della Confessione penitenziale, acquistano vigore spirituale per arrivare alla piena libertà dei figli di Dio (cf Rm 8,21).&lt;br /&gt;È indispensabile quindi che il cammino di liberazione sia accompagnato da una intensa vita sacramentale e di preghiera, non solo della persona disturbata ma anche dei suoi parenti stretti e da coloro che hanno relazioni quotidiane con il soggetto. Il buon senso ci dice che per ognuno di noi salvaguardare e accrescere lo stato di grazia personale è la più facile vittoria contro l’azione ordinaria del demonio (tentazione) ed è, insieme, la migliore prevenzione contro una sua eventuale azione straordinaria. La Chiesa Cattolica ha ricevuto da Cristo la missione di continuare, nello spazio e nel tempo, la sua opera salvifica, quale sacramento universale di redenzione. Ogni aspetto della vita ecclesiale: dalla pastorale catechistica alla liturgia, al diritto canonico e così via è esplicitazione ed evidenza di tale potere salvifico, in vista del quale essa è continuamente arricchita di doni e carismi dallo Spirito Santo. Chiamata a donare la liberazione interiore ed esteriore dal peccato e da tutto ciò che ostacola i cristiani nella loro adesione alla parola di Dio, la Chiesa amministra il potere della Croce e della Risurrezione. L’esorcismo allora diviene un’espressione del «cantare» nel tempo, per il dono dello Spirito Santo, il mysterium paschale di Cristo, che ha vinto il Maligno con i suoi frutti di distruzione e di morte. L’attività di liberazione è di per sé celebrazione da parte della Chiesa del dono dell’amore del Padre in Cristo per la potenza santificante dello Spirito a vantaggio di quei credenti, sottomessi al giogo del maligno. Se Dio è con noi, chi sarà contro di noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Don Marcello Stanzione&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1426462185222444347-2724930267170533261?l=spezzalecatene.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1426462185222444347/posts/default/2724930267170533261'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1426462185222444347/posts/default/2724930267170533261'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spezzalecatene.blogspot.com/2008/05/capitolo-ix-esorcismo-da-ges-cristo.html' title='Esorcismo - da Gesù Cristo a Giovanni Paolo II (Don Marcello Stanzione)'/><author><name>Movimento Gospa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14944804856204661739</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1426462185222444347.post-259070802246418010</id><published>2008-04-28T03:08:00.002+02:00</published><updated>2008-05-01T15:53:56.085+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='8. Le pene dell&apos;Inferno e richiamo alla conversione'/><title type='text'>CAPITOLO VIII: Le pene dell'Inferno e richiamo alla conversione</title><content type='html'>La pena del danno (poena damni) significa non potere vedere Dio ("oscurità"), una privazione che corrisponde alla mancanza della grazia santificante nel momento della morte. E' la conseguenza dell'avversione a Dio.&lt;br /&gt;Il peccato, secondo Agostino, consiste di due elementi: l'avversione a Dio e la conversione ad un bene creato (aversio a Deo/conversio ad creaturam). Per la conversione al bene creato si trova una pena positiva:&lt;br /&gt;la pena del senso (poena sensus), cioè la pena che provoca un influsso doloroso da fuori. Corrisponde al peccato personale (1). "Del senso": riguarda anche la vita sensitiva dopo la risurrezione.&lt;br /&gt;Implica il "fuoco". Troviamo due estremi nella valutazione del "fuoco": soltanto una metafora come altre immagini (Origene) oppure una realtà da noi conosciuta (p. es. Bautz, 100 anni fa: i vulcani come segno concreto dell'inferno che si trova all'interno della terra (2)). Bisogna invece applicare una comprensione analoga: il paragone all'essere legato al corpo (Agostino, Tommaso). Indica una sofferenza che castiga.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#33ffff;"&gt;&lt;strong&gt;Rinvio per la situazione pastorale&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;Non tacere l'inferno: è un "pressante appello alla conversione" (CCC, n. 1036). Il rinvio all'inferno è un mezzo importante per evitare la dannazione.&lt;br /&gt;Ma non bisogna isolare la dottrina: la tematica primaria della predicazione deve essere l'amore di Dio che implica anche che Dio rispetta la libera scelta dell'uomo. Dio non predestina nessuno ad andare all'inferno, come espresse chiaramente il Concilio di Trento contro Calvino (DH 1567; cfr. già il Concilio di Orange del 529: DH 397). Dio cerca di salvare ognuno. La dannazione è la conseguenza di un'avversione volontaria (un peccato mortale), in cui si persiste sino alla fine (CCC, n. 1037).&lt;br /&gt;Un editoriale della rivista «La Civiltà cattolica» conclude la sua esposizione sull’inferno con un rinvio equilibrato:&lt;br /&gt;Oggi «nella predicazione e nella catechesi non si parla quasi più dell’Inferno con danno del popolo cristiano, che in tal modo non è più posto dinanzi alla tremenda possibilità reale di perdersi (3) e quindi non è messo dinanzi all’urgenza di decidersi per Gesù Cristo e di vivere in conformità col Vangelo, resistendo al peccato e al male, che ne minaccia il destino eterno. Il messaggio cristiano è un messaggio di speranza, di gioia e di fiducia nell’amore infinito di Dio Padre e di Cristo Salvatore; ma non si deve dimenticare che l’uomo è debole e peccatore, e ha sempre bisogno di essere chiamato alla conversione: ‘Convertitevi e credete al Vangelo’ (Mc 1,15). Fu, questa, la prima parola di Gesù, ma fu anche la più decisiva, e la Chiesa non deve stancarsi di ripeterla per stornare gli uomini dal pericolo della perdizione eterna» (4).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) Cfr. p. es. STh I-II q. 87 a. 4.&lt;br /&gt;2) Cfr. BAUTZ, J., Die Hölle, Mainz 21905, 33-40, citato in VORGRIMLER, op. cit., 295.&lt;br /&gt;3) NB: l’Editoriale non ne intende solo una possibilità astratta: «Non ha senso ... affermare che esiste la possibilità reale della dannazione, ma che in concreta nessuno si danna» (p. 112).&lt;br /&gt;4) EDITORIALE, p. 119.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1426462185222444347-259070802246418010?l=spezzalecatene.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1426462185222444347/posts/default/259070802246418010'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1426462185222444347/posts/default/259070802246418010'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spezzalecatene.blogspot.com/2008/04/le-pene-dellinferno-e-richiamo-alla.html' title='CAPITOLO VIII: Le pene dell&apos;Inferno e richiamo alla conversione'/><author><name>Movimento Gospa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14944804856204661739</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1426462185222444347.post-6188531553782694763</id><published>2008-04-28T03:01:00.002+02:00</published><updated>2008-05-01T15:53:31.793+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='7. Contesto sistematico della tematica sull&apos;Inferno'/><title type='text'>CAPITOLO VII: Contesto sistematico della tematica sull'Inferno</title><content type='html'>&lt;span style="color:#33ffff;"&gt;&lt;strong&gt;Presupposti importanti&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;1) La libertà dell'uomo che può decidersi pro o contro l'amore di Dio (cfr. CCC, n. 1036).&lt;br /&gt;2) La serietà del peccato: il peccato non è uno "sbaglio", ma un'azione contro Dio. Ha così in qualche modo un'effetto infinito che l'uomo non può risolvere da sé. Soltanto Dio può liberare l'uomo dalla morte spirituale che è la conseguenza di ciascun peccato grave (analogia con la morte del corpo). Il fatto terribile del peccato si mostra alla croce che rivela allo stesso momento la misericordia di Dio offerta a tutti che sono pronti a convertirsi.&lt;br /&gt;3) La morte come fine dello stato di pellegrinaggio (1): non esiste nessuna conversione dopo la morte (contro Origene ecc.). È verosimile che la morte non finisca mai la vita di una persona che si trova nel peccato mortale? Che tutti si convertano prima di morire? Se il peccato mortale è una realtà in molte persone, si deve anche presupporre in modo realista che la morte ratifica l'orientamento negativo per sempre in molte persone.&lt;br /&gt;4) La santità di Dio che non può tollerare il peccato nella sua vicinanza. Punto cruciale oggi è l'immagine di Dio che dovrebbe rivelare il contrasto assoluto fra bene e male.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#33ffff;"&gt;&lt;strong&gt;Obiezioni conosciute&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;1) La misericordia divina è più pronta a perdonare che a condannare.&lt;br /&gt;Quest'osservazione è giusta, ma essa riguarda dapprima la vita terrena dove esiste ancora la possibilità di convertirsi. Come la salvezza realizzata onora la misericordia di Dio, così la dannazione onora la divina giustizia.&lt;br /&gt;(Secondo Tommaso, la misericordia divina raggiunge anche l'inferno nel senso che l'intensità della pena rimane sotto la misura adeguata, come in cielo l'uomo riceve più della misura meritata: STh Suppl. q. 99 a. 2 ad 1).&lt;br /&gt;2) L'inferno è soltanto una minaccia.&lt;br /&gt;3) Si deve sperare nella salvezza definitiva di tutti.&lt;br /&gt;4) La dottrina dell'inferno indica soltanto una possibilità reale, ma non necessariamente una realtà realizzata.&lt;br /&gt;5) Non esiste nessuna canonizzazione dei dannati.&lt;br /&gt;6) Dio non ha nessuna sete di vendetta.&lt;br /&gt;Vedi tuttavia Rm 12,19: "A me la vendetta, sono io che ricambierò, dice il Signore". La vendetta divina non conosce l'imperfezione umana che tende a fare troppo o meno. La gioia di Dio non riguarda la pena come tale, ma l'effetto della sua giustizia (2).&lt;br /&gt;7) L'inferno costituisce una diminuzione della beatitudine degli eletti.&lt;br /&gt;I beati del cielo sono perfettamente uniti con la volontà divina nella visione beatifica. Partecipano alla conoscenza e alla volontà divina. Se si accettasse tuttavia che Dio stesso avrebbe un dolore infinito riguardo alla dannazione, si dovrebbe accettare in Dio un cambiamento che conduce nell'ultima conseguenza al panteismo che non distingue gli affetti umani dalla vita eterna di Dio.&lt;br /&gt;8) L'inferno è contro il desiderio umano verso la felicità. Un essere creato può volere essere infelice?&lt;br /&gt;Ciascun essere razionale certamente desidera la propria felicità. Ma l'oggetto concreto di questo desiderio può essere molto diverso e dipende dalla volontà creata. Dio non costringe per cambiare questa scelta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) Vedi parti precedenti.&lt;br /&gt;2) STh I-II q. 87 a. 3 ad 3.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1426462185222444347-6188531553782694763?l=spezzalecatene.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1426462185222444347/posts/default/6188531553782694763'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1426462185222444347/posts/default/6188531553782694763'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spezzalecatene.blogspot.com/2008/04/contesto-sistematico-della-tematica.html' title='CAPITOLO VII: Contesto sistematico della tematica sull&apos;Inferno'/><author><name>Movimento Gospa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14944804856204661739</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1426462185222444347.post-4386201603305972802</id><published>2008-04-28T02:51:00.002+02:00</published><updated>2008-05-01T15:53:12.187+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='6. La discussione moderna sull&apos;Inferno'/><title type='text'>CAPITOLO VI: La discussione moderna sull'Inferno</title><content type='html'>&lt;span style="color:#33ffff;"&gt;&lt;strong&gt;Presupposti da parte dal Magistero&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;Una prima fila di testi del Magistero riguarda il "fondamento" antropologico della condanna eterna: Chi entra nell'inferno? Colui che muore con il peccato mortale discende subito all'inferno. Specialmente importante è la "Benedictus Deus" (DH 1000-02).&lt;br /&gt;Il sinodo di Costantinopoli sottolinea l'eternità delle pene. Innocenzo II distingue due pene: la "poena damni", la mancanza della visione di Dio come conseguenza del peccato originale, e la "poena sensus", la pena positiva per il peccato attuale mortale (il "fuoco")(DH 780).&lt;br /&gt;Queste dottrine sono spiegate o indicate anche nei documenti più recenti del Magistero: Lumen gentium 48 (pena eterna), la professione di fede di Paolo VI, la dichiarazione della Congregazione per la Dottrina della Fede del 1979 e il CCC (nn. 1033-37).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#33ffff;"&gt;&lt;strong&gt;L'attacco dell'illuminismo contro l'Inferno&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;Nell'illuminismo troviamo una forte tendenza deista che nega l'intervento di Dio in questo mondo. Ne risulta la negazione del mondo soprannaturale, anzitutto della realtà della grazia che ci fa partecipare alla vita divina. La negazione delle realtà sopranaturali si unisce all'accento sulla bontà dell'uomo in tal modo che si dimentica il peccato originale. Da questo "terreno" proviene il protestantesimo liberale del sec. XIX, specialmente nel personaggio di Schleiermacher: l'inferno sarebbe contrario all'amore divino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#33ffff;"&gt;&lt;strong&gt;La posizione di Karl Barth&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Secondo Barth, Dio opera tutto nell'ambito della salvezza (solus Deus, sola gratia); ne proviene come conseguenza logica la redenzione effettiva di tutti. Il giudizio di Dio succede in modo vicario su Gesù Cristo che appare come "l'unico condannato" (è ovvio il legame con la tesi calvinista che Gesù sarebbe stato alla croce nello stato del peccato abituale).&lt;br /&gt;Barth non vuole insegnare l'apocatastasi (ma soltanto sperarla). Per indicare la posizione di Barth, si può citare: "Chi non crede l'apocatastasi, è un bue; ma chi l'insegna, è un asino" (1). La conseguenza logica di questa proposta sarebbe credere qualcosa senza poter insegnarlo ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#33ffff;"&gt;&lt;strong&gt;Altre dottrine critiche verso la dottrina tradizionale&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;1) Specialmente nel protestantesimo si presuppone spesso un "canone nel canone": una tesi centrale nella Scrittura che sarebbe contro altre tesi meno centrali. P. es. "l'amore di Dio" viene contrapposto alla dannazione. Anche la tesi di due file di testi nella Scrittura (vedi sopra) appartiene a questo modello.&lt;br /&gt;2) Per evitare una pena eterna, si può proporre un annientamento degli empi. Così nella gnosi (la sorte dei "psichici"), presso Arnobio e le omelie pseudo-clementine (s. IV), presso non pochi protestanti liberali, i testimoni di Geova e altre sette (2).&lt;br /&gt;3) La "speranza nella salvezza di tutti" nel senso che si deve o può sperare che infatti nessuna persona sarà condannata. Secondo Henri Crouzel (3), già Origene non diceva in senso positivo che non ci saranno dei dannati, ma lo "sperava". Come argomento, si dice fra l'altro che la Chiesa prega per tutti. Un altro argomento indica il fatto che la Chiesa non ha espresso nessuna "canonizzazione d'essere nell'inferno". Persino per Giuda, il fatto della dannazione non sarebbe sicuro.&lt;br /&gt;La Chiesa infatti prega che tutti si possano salvare ed evitare la dannazione. Ma questa preghiera riguarda "la conversione di tutti gli uomini che vivono" (4), non una conversione dopo la morte. È veramente così che tutti i peccatori gravi si convertono prima della morte?&lt;br /&gt;Possiamo sperare anche per gli altri; ma il nostro amore e la nostra preghiera non sostituiscono la conversione personale come presupposto della grazia. Non esiste nessun automatismo della salvezza. La speranza ha come fondamento il contenuto della fede; ma la fede non dice che tutti infatti si salveranno.&lt;br /&gt;Una "canonizzazione all'inferno" non è possibile, perché la Chiesa non conosce lo stato interno dei cuori umani. Questa è una prerogativa divina. Una beatificazione succede soltanto dopo la riconoscenza di almeno un vero miracolo e presuppone dunque l'intervento diretto di Dio. Una canonizzazione "negativa" sarebbe possibile se Dio facesse dei miracoli negativi a causa dell'intercessione dei condannati - un'idea che non pare molto illuminata.&lt;br /&gt;Questo fatto non esclude che delle persone con carismi speciali hanno visto la perdizione eterna di persone concrete (p. es. la beata Anna Maria Taigi nel secolo scorso o i veggenti di Medjugorje oggi) (5). Fu approvato dalla Chiesa il messaggio profetico di Fatima di cui il "primo mistero" riguarda la perdizione di una massa grande di persone. Questo messaggio deve provocare la conversione e gli impegni per guadagnare degli uomini per l'eterna salvezza.&lt;br /&gt;Riguardo a Giuda, si può vedere il "dossier" neotestamentario (6).&lt;br /&gt;4) Vicina alla tesi indicata sulla "speranza per la salvezza di tutti" è una "parola ganci" che si chiama la "possibilità reale". L'inferno sarebbe soltanto una "possibilità reale", e forse nessuno sarebbe condannato.&lt;br /&gt;Questa teoria tende ad introdurre una mitologia: un inferno vuoto senza persone condannate. Questo non ha senso se si sottolinea la dimensione personale delle "ultime cose". L'inferno vale a dire: "essere condannato per sempre". Questo stato realmente non esiste senza "portatori" concreti di questo stato.&lt;br /&gt;Una risposta sistematica non può soltanto rispondere alle obiezioni, ma deve vedere il contesto intero della dottrina sull'inferno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) BREID 110-112 (Scheffczyk). La citazione non è di Barth, ma riassume la sua posizione.&lt;br /&gt;2) POZO (1990) 417s.&lt;br /&gt;3) CROUZEL, H., Origène, Paris 1985; idem, L'escatologie d'Origène, op. cit.&lt;br /&gt;4) COMMISSIONE TEOLOGIA INTERNAZIONALE 491.&lt;br /&gt;5) Cf. HOLBÖCK, Fegfeuer, op. cit., 132; BESSIERES, A., La bienheureuse Anna-Maria Taigi ...; td.: Anna Maria Taigi. Seherin und Prophetin, Christiana: CH-Stein am Rhein 31984, 163.&lt;br /&gt;6) Mc 14,21 parr.; Atti 1,25; Gv 13,18; 17,12. Per l'ultimo brano, Rudolf SCHNACKENBURG afferma (Das Johannesevangelium III, Freiburg 31979, 207 [*it.: Il vangelo secondo Giovanni]): "L'espressione 'il figlio della perdizione' è un'espressione estremamente forte che indica la condanna, l'esclusione dalla salvezza".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1426462185222444347-4386201603305972802?l=spezzalecatene.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1426462185222444347/posts/default/4386201603305972802'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1426462185222444347/posts/default/4386201603305972802'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spezzalecatene.blogspot.com/2008/04/la-discussione-moderna-sullinferno.html' title='CAPITOLO VI: La discussione moderna sull&apos;Inferno'/><author><name>Movimento Gospa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14944804856204661739</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1426462185222444347.post-6868929706637693731</id><published>2008-04-28T02:46:00.002+02:00</published><updated>2008-05-01T15:52:51.801+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='5. Tendenze opposte e la reazione del Magistero sull&apos;Inferno'/><title type='text'>CAPITOLO V: Tendenze opposte e la reazione del Magistero sull'Inferno</title><content type='html'>&lt;span style="color:#33ffff;"&gt;&lt;strong&gt;Il giansenismo&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;Alla fonte di questa scuola di pensiero si trova l'opera "Agostino" di Cornelius Jansenius ("il più giovane", + 1635): una presentazione squilibrata di Agostino. Il punto centrale è negazione della "grazia sufficiente"(1). Gesù sarebbe morto soltanto per gli eletti (-&gt; croce giansenista con brace poco aperte).&lt;br /&gt;Già il "Catechismo romano" del 1566 (p. es.) aveva insegnato una dottrina contraria: secondo la sufficienza, Gesù è morto per "tutti"; secondo l'effetto (che implica la risposta libera dell'uomo), soltanto per "molti" (2).&lt;br /&gt;Innocenzo X nel 1653 ribadì: Gesù è morto per tutti (DH 2005); Alessandro VIII nel 1690: l'influsso di Gesù si rivolge anche ai pagani, giudei ed eretici (DH 2304-05); Clemente XI nel 1713 contro Quesnel: la grazia viene data anche fuori della Chiesa (DH 2429).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#33ffff;"&gt;&lt;strong&gt;Tesi troppo generose&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;Nel 1772 troviamo una decisione della Congregazione dell'indice (corrisponde oggi in qualche modo alla Congregazione per la dottrina della fede) contro la tesi: "È probabile che il numero degli eletti sia molto più grande che il numero dei dannati" (3). La ragione per la condanna non era la tesi che il numero degli eletti sarebbe più grande che quello degli riprovati - una tesi tollerata dalla stessa congregazione -, ma l'affermazione "lassista" che il numero degli eletti sarebbe "molto" più grande. Una tale tesi può dare alla gente una sicurezza troppo grande ed una negligenza nella lotta contro il peccato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) DH 2305 contro la "preghiera" giansenista: "A gratia sufficienti libera nos, Domine". Viene quindi negata la differenza fra la grazia offerta a tutti ("gratia sufficiens", perché sarebbe sufficiente per arrivare alla salvezza, se fosse accettata) e la grazia che svolge il suo effetto salvifico ("gratia efficax").&lt;br /&gt;2) Cat. rom. II,4,24.&lt;br /&gt;3) A. MICHEL, "Élus, nombre des": DThC IV 2350-78.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1426462185222444347-6868929706637693731?l=spezzalecatene.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1426462185222444347/posts/default/6868929706637693731'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1426462185222444347/posts/default/6868929706637693731'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spezzalecatene.blogspot.com/2008/04/tendenze-opposte-e-la-reazione-del.html' title='CAPITOLO V: Tendenze opposte e la reazione del Magistero sull&apos;Inferno'/><author><name>Movimento Gospa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14944804856204661739</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1426462185222444347.post-6036223502926368507</id><published>2008-04-28T02:26:00.002+02:00</published><updated>2008-05-01T15:52:04.982+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='4. Chiesa Antica e l&apos;Inferno'/><title type='text'>CAPITOLO IV: La Chiesa Antica e l'Inferno</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ffff;"&gt;La trasmissione della fede e la sua difesa contro Marcione&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Marcione aveva opposto il "Dio cattivo" dell'AT, che ci minaccia con i suoi castighi, al "Dio buono" del NT. Contro quest'alternativa sbagliata si mossero soprattutto Ireneo e Tertulliano. Ireneo ribadisce: nel NT sia il merito sia la pena si mostrano di più, perché troviamo il confronto con il Figlio di Dio. Chi rifiuta la salvezza in Gesù, si procura la condanna eterna (Adv. haer. IV,28,1-2)&lt;cfr.&gt;; responsabile per la condanna non è Dio, ma il peccatore con la sua libera scelta; separarsi da Dio/dalla luce porta all'oscurità, alla perdita dei beni divini (Adv. haer. V,27,2).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#33ffff;"&gt;&lt;strong&gt;La tesi dell'apocatastasi presso Origene e il suo rifiuto da parte della Chiesa&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;"Apocatastasi" significa, nel senso generale, la restaurazione di uno stato precedente (come in Atti 3,21: Gesù Cristo "dev'esser accolto in cielo fino ai tempi della restaurazione di tutte le cose ..."). Qui invece, in un senso più stretto, si tratta della teoria che tutti gli esseri razionali che si sono separati da Dio per mezzo del peccato troveranno perdono (incluso il diavolo).&lt;br /&gt;Il rappresentante più tipico della teoria dell'apocatastasi è Origene (1):&lt;br /&gt;- c'è un legame della sua teoria con il suo "sistema" intero (preesistenza; concezione ciclica, ipotizzando mondi futuri con nuove incarnazioni, benché non in modo conseguente, perché l’ultima fase del suo pensiero indica un fine definitivo; svalutazione del corpo secondo la teoria della preesistenza; la morte non è la fine dello stato di pellegrinaggio) (2).&lt;br /&gt;- le parole del Signore sull'inferno sarebbero delle minacce per la gente primitiva (Contra Celsum 5,15 ecc.)(sarebbe un po’ come la favola del lupo mannaro che certi genitori usano per disciplinare i figli piccoli).&lt;br /&gt;- "aiónios" («eterno») significherebbe un "aion", cioè soltanto un tempo lungo, ma limitato.&lt;br /&gt;- ogni pena avrebbe soltanto un valore pedagogico (di educazione, non d’espiazione); "inferno" è quindi quasi un spaventoso "purgatorio" (Contra Celsum 5,15 ecc.).&lt;br /&gt;- il fuoco viene preso soltanto come metafora (della coscienza che si tormenta dei peccati che vengono adagio adagio "divorati": Peri archôn II,10,4-5; c’è un'"auto-punizione").&lt;br /&gt;Gli allievi di Origene riguardo all'apocatastasi sono anzitutto Evagrio Pontico, Didimo e Gregorio di Nissa (3).&lt;br /&gt;La reazione della Chiesa: Origene venne espulso dal vescovo di Alessandria; seguì più tardi una condanna anche da parte della Chiesa romana nel s. IV (il papa Anastasio), specialmente riguardo all'apocatastasi (4). Mentre questa decisione non ci è trasmessa direttamente per iscritto, abbiamo il testo originale del sinodo di Costantinopoli del 543. Gli anatematismi contro Origene sono stati formalmente approvati dal papa. Importante per la nostra tematica è l'anatematismo seguente:&lt;br /&gt;"Se qualcuno dice che il castigo dei demoni e degli uomini empi è temporaneo o che esso avrà fine dopo un certo tempo, cioè ci sarà un ristabilimento (apocatastasi) dei demoni o degli uomini empi, sia anatema" (DH 411). Viene difesa qui dal sinodo la durata sempiterna dell'inferno.&lt;br /&gt;Al di là della condanna dell'apocatastasi troviamo parrecchie sottolineature del Magistero riguardo all'eternità delle pene infernali: il simbolo "Quicumque" (DH 76), il simbolo del papa Pelagio I (DH 443), il concilio lateranense IV del 1215 (DH 801), la costituzione apostolica "Benedictus Deus" (DH 1000-02) ecc. fino al CCC (nn. 1033-37).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#33ffff;"&gt;&lt;strong&gt;La concezione di Agostino&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Vedi specialmente "Città di Dio" XXI. Troviamoci lì nel contesto sistematico del peccato originale; per questa ragione Agostino postula una "mitissima pena" anche per i bambini morti senza battesimo. Viene difesa l'eternità della pena contro i "misericordes" (contro un effetto magico del battesimo; inconseguenza riguardo alla salvezza del diavolo se si accetta una salvezza per tutti gli uomini). Secondo Agostino, esistono molto più dannati che salvati; il "fuoco" non è soltanto una metafora, ma il luogo dei dannati per noi sconosciuto (CD XX,16); il fuoco viene legato al corpo analogamente al legame fra corpo e anima.&lt;br /&gt;La presentazione di Agostino è parzialmente problematica 1) riguardo alla sorte dei bambini (5), 2) riguardo alla limitazione della volontà salvifica di Dio: i "tutti" di 1 Tim 2,4 (i quali Dio vuol salvare) sarebbero soltanto tutti gli eletti (6). La predestinazione per la salvezza succede senza condizione, benché Agostino non conosca nessuna predestinazione positiva alla perdizione (come lo afferma più tardi Calvino).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1)Cfr. p. es. DALEY (1986) 131-134; CROUZEL, H., L'escatologie d'Origène, Paris 1995.&lt;br /&gt;2) Cfr. HAUKE, Heilsverlust in Adam 297ss.330ss.&lt;br /&gt;3) Per il Nisseno cfr. HAUKE, Heilsverlust in Adam 621-623.&lt;br /&gt;4) H. CROUZEL, "Origenismo": Dizionario patristico e di antichità cristiane II, Casale Monferrato 1983, 2535; cfr. Agostino, La Città di Dio XXI,17.&lt;br /&gt;5) Vedi il cap. seguente sul "limbo", 2.&lt;br /&gt;6) E’ possibile interpretare, però, l’apparente limitazione della volontà di Dio solo come volontà «condizionata» dal rifiuto umano. Agostino, almeno, non ritratta mai l’interpretazione esplicita della volontà salvifica universale di Dio. *A. TRAPE lo interpreta così: «Dio vuole tutti salvi e opera in tutti con azione ‘suasiva’, ma non a tutti dà la grazia persuasiva; permette infatti che alcuni, abusando della loro libertà, ricusino di credere e si perdano: su di essi esercita la sua giustizia» (Introduzione generale: Nuova Biblioteca Agostiniana, vol. XX, 1987, CLXIX).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1426462185222444347-6036223502926368507?l=spezzalecatene.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1426462185222444347/posts/default/6036223502926368507'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1426462185222444347/posts/default/6036223502926368507'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spezzalecatene.blogspot.com/2008/04/la-chiesa-antica-e-linferno.html' title='CAPITOLO IV: La Chiesa Antica e l&apos;Inferno'/><author><name>Movimento Gospa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14944804856204661739</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1426462185222444347.post-1278942757621417184</id><published>2008-04-28T02:19:00.002+02:00</published><updated>2008-05-01T15:51:41.259+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='3. N.T. e l&apos;Inferno'/><title type='text'>CAPITOLO III: Il Nuovo Testamento e l'Inferno</title><content type='html'>Nel NT troviamo tanti testi che parlano di un destino cattivo per gli empi. L'esclusione definitiva della salvezza trattano p. es.: Mt 25,41.46 (separazione fra «pecore» e «capri»: «Via lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli ... E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna»); 7,21-23 («Molti mi diranno in quel giorno: ... Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità»); 1 Cor 6,9-10 («O non sapete che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non illudetevi: né immorali, né idolàtri, né adulteri, né effiminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio»); Ef 5,5-6 ecc.&lt;br /&gt;Troviamo descrizioni diverse per la pena: il verme che non muore (Is 66,24: Mc 9,48), l'oscurità, il pianto, lo stridore di denti (p. es. Mt 8,12; 13,42.50) ecc. Il ruolo primario viene svolto senz'altro dal "fuoco"(1).&lt;br /&gt;Nei "guai" sulle città di Galilea il "hades" (= "sheol") non significa soltanto il paese dei morti, ma il rimanere in esso, la condanna dell'inferno: "E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai!" (Mt 11,23; cf. Lc 10,15). Gli spiriti cattivi vengono incarcerati nel "abyssos" (Lc 8,31; Ap 9,1s.11; 11,7; 17,8; 20,1.3).&lt;br /&gt;Esistono anche espressioni generali: perdizione (Mt 7,13; 10,28; 2 Ts 1,9; Gv 17,12 ecc.), "morte seconda" (Ap 2,11; 20,6.14), non essere ammesso al regno di Dio (Lc 13,28; 1 Cor 6,9).&lt;br /&gt;Per ciò che riguarda l'esclusione eterna dalla salvezza, Origene aveva affermato che l'aggettivo "aiónios" potesse significare un "tempo lungo", ma limitato. Questa interpretazione si oppone chiaramente al contesto biblico, come si vede nel parallelismo con la beatitudine eterna (p. es. Mt 25,26). La sempiternità dell'"aiónios" viene anche sottolineato con formule determinate, come "eis tous aiónas tôn aiónon" = "nei secoli dei secoli" o similmente (Ap 14,11: "Il fumo dei loro tormenti salirà per i secoli dei secoli"; 19,3; 20,10; la stessa espressione per la durezza eterna del regno di Cristo).&lt;br /&gt;I testi biblici parlano espressamente di "molti" dannati, p. es.: Lc 13,22-25 (molti non entreranno per la porta stretta); l'immagine delle due vie: Mt 7,13-14; indicazioni concrete: p. es. Mt 23,13 (gli scribi e farisei: «chiudete il regno dei cieli davanti agli uomini; perché così non vi entrate, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrarci»). Più volte viene ribadita la difficoltà d'entrare nel regno celeste: p. es. Mt 24,22 («se quei giorni non fossero abbreviati, nessun vivente si salverebbe; ma a causa degli eletti quei giorni saranno abbreviati»); Atti 2,47 («il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati»).&lt;br /&gt;Quando durante il Vaticano II qualcuno chiese di parlare espressamente nel testo conciliare di molti dannati, la Commissione teologica del concilio rispose quale interpretazione autentica della "Lumen gentium": il fatto di molti dannati è già indicato dal Signore stesso nei testi citati con la forma grammaticale del futuro, non con il condizionale. Quindi non è necessario ribadirlo ancora espressamente (2).&lt;br /&gt;A volte vengono sollevate delle obiezioni contro la realtà della dannazione eterna, riferendosi al testo biblico:&lt;br /&gt;1) Ci fosse un'altra fila di testi dove si parla della volontà salvifica di Dio per tutti: 1 Tm 2,4-6 (Dio «vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità»; Gesù Cristo «ha dato se stesso in riscatto per tutti»); 1 Cor 15,22 («come tutti muoiono in Adamo, così tutti riceveranno la vita in Cristo»); Rom 11,32 («Dio infatti ha rinchiuso tutti nella disobbedienza, per usare a tutti misericordia»); Gv 12,32 («Io, quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me»).-&lt;br /&gt;Non possiamo creare una contraddizione interna nel messaggio del NT. Bisogna tener conto del contesto concreto di ogni brano e della differenza fra redenzione obiettiva (Gesù ha sofferto per tutti, offrendo a tutti la possibilità di salvarsi) e la redenzione soggettiva (l'arrivo della grazia che non succede contro la volontà del soggetto creato; altrimenti sarebbe un automatismo magico).&lt;br /&gt;2) L'inferno sarebbe una minaccia soltanto pedagogica.- Una tale spiegazione non è in armonia con il Dio che è la verità stessa.&lt;br /&gt;3) L'inferno sarebbe soltanto un'"immagine" apocalittica.- La Scrittura non si spiega soltanto in immagini, ma usa anche delle espressioni generali (perdizione ecc., vedi sopra).&lt;br /&gt;Il rinvio all'inferno appartiene alla grande prospettiva del messaggio evangelico: Gesù richiede un processo di discernimento di cui il risultato si prosegue nell’aldilà (vedi p. es. le parole profetiche di Simeone in Lc 2,34s.: "Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati di pensieri di molti cuori").&lt;br /&gt;La maggior parte dei testi si riferisce all'inferno dopo la parusia, cioè implica anche il tormento del corpo (viene usata qui la parola «geenna»). Ma la parabola del ricco epulone e del povero Lazzaro mostra che la distinzione fra buoni e cattivi comincia già dopo la morte (qui si tratta di strati diversi nell’»hades», negli inferi).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) Del "fuoco eterno" parlano Mt 3,12; Lc 3,17; Mt 18,8; 25,41; Giuda 7.&lt;br /&gt;2) Cf. POZO (1990) 426.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1426462185222444347-1278942757621417184?l=spezzalecatene.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1426462185222444347/posts/default/1278942757621417184'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1426462185222444347/posts/default/1278942757621417184'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spezzalecatene.blogspot.com/2008/04/il-nuovo-testamento-e-linferno.html' title='CAPITOLO III: Il Nuovo Testamento e l&apos;Inferno'/><author><name>Movimento Gospa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14944804856204661739</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1426462185222444347.post-4723763293594504696</id><published>2008-04-28T02:10:00.002+02:00</published><updated>2008-05-01T15:51:14.433+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2. A.T. e Inferno'/><title type='text'>CAPITOLO II: L'Antico Testamento e l'Inferno</title><content type='html'>Lo sviluppo veterotestamentario riguardo all'inferno si riassume in quattro tappe:&lt;br /&gt;1) Dapprima l'israelita aspetta una retribuzione durante questa vita. Come esempio tipico possiamo prendere il Salmo 37: "Ho visto l'empio trionfante ergersi come cedro rigoglioso; sono passato e più non c'era, l'ho cercato e più non si è trovato" (Sl 37,35s.).&lt;br /&gt;Un punto interrogativo per tale concezione si presenta nel libro di Giobbe: proprio nella vita del giusto capitano tanti guai che si possono risolvere soltanto nella sapienza divina la quale oltrepassa l'orizzonte umano.&lt;br /&gt;2) Arriva un nuovo elemento, quando gli scritti sacri fanno un accenno a strati diversi nello sheol: l'empio va nella parte più profonda degli inferi. La satira di Isaia contro il re di Babilonia, morto nella guerra, afferma p. es.: "... sei stato precipitato negli inferi, nelle profondità dell'abisso!" (Is 14,15; cfr. Ez 32,22-24) (1).&lt;br /&gt;3) In scritti più vicini al NT, si fa riferimento alla dannazione eterna. Possiamo indicare qui il libro della Sapienza (4,18-5,14) e soprattutto Daniele: "Molti di quelli che dormono nella polvere della terra si risveglieranno: gli uni alla vita eterna e gli altri alla vergogna e per l'infamia eterna" (Dan 12,2).&lt;br /&gt;4) Le immagini del "fuoco" e del "verme" risalgano al libro di Isaia. Avendo indicato "i nuovi cieli e la nuova terra" con la sorte felice dei salvati, si parla anche della condanna:&lt;br /&gt;"Uscendo, vedranno i cadaveri degli uomini che si sono ribellati contro di me; poiché il loro verme non morirà, il loro fuoco non si spegnerà e saranno un abominio per tutti".&lt;br /&gt;I salvati, uscendo dalla città santa, vedranno nella valle di Ge-Ben-Innom o Ge-Hinnom (in greco: "Geenna") i cadaveri di coloro che si sono opposti a Dio. Non si tratta ancora di una chiara testimonianza per la condanna eterna, perché vengono descritti dei cadaveri senza vita.&lt;br /&gt;La valle di Hinnom (2) compare nell'AT come luogo del culto di Moloch (3). Geremia profetizza che si chiamerà "valle della Strage", perché diventerà il teatro dell'ira divina: il numero dei cadaveri sarà così grande che verranno messi anche nel santuario di Moloch, nel Tofet (che si trovava in quella valle). Ma anche lì non rimarranno, perché serviranno come letame sulla terra (4).&lt;br /&gt;Più tardi - come nel libro etiopico di Enoc - si mescolano i simbolismi dello sheol (in quanto luogo di pena per i dannati) e della geenna che viene caratterizzata da "tenebre" e da "vermi" (5). "Geenna" si distacca poi dalla sua collocazione geografica e indica il luogo di "fuoco" quale punizione eterna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) Sui punti 1-2, vedi anche POZO (1990) 398-402.&lt;br /&gt;2) "Hinnom", un nome personale, significa probabilmente "gemito": POZO (1990) 403.&lt;br /&gt;3) 2 Re 23,10: "Gioia [re pio di Giuda] profanò il Tofet, che si trovava nella valle di Ben-Hinnòn, perché nessuno vi facesse passare ancora il proprio figlio o la propria figlia per il fuoco in onore di Moloch". Cf. Ger 7,31; 32,35.&lt;br /&gt;4) Ger 7,30-8,3.&lt;br /&gt;5) Libro etiop. di Enoc 46,3; 63,6; 108,14.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1426462185222444347-4723763293594504696?l=spezzalecatene.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1426462185222444347/posts/default/4723763293594504696'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1426462185222444347/posts/default/4723763293594504696'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spezzalecatene.blogspot.com/2008/04/lantico-testamento-e-linferno.html' title='CAPITOLO II: L&apos;Antico Testamento e l&apos;Inferno'/><author><name>Movimento Gospa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14944804856204661739</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1426462185222444347.post-5929545860080450588</id><published>2008-04-28T01:59:00.002+02:00</published><updated>2008-05-01T15:50:53.904+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='1. Introduzione'/><title type='text'>CAPITOLO I: Introduzione</title><content type='html'>L'inferno è lo stato della pena eterna per gli angeli e uomini che sono condannati da Dio. Si tratta senz'altro di una verità "scomoda" che subisce spesso una forte opposizione. E' una "verità che scuote", ribadisce già san Giovanni Crisostomo(1).&lt;br /&gt;Secondo Scheeben(2), l'inferno è un vero mistero che trascende nella sua atrocità la conoscenza e i concetti della ragione naturale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) Ad Ep. II ad Thess., Hom. II,3 (PG 62,477).&lt;br /&gt;2) SCHEEBEN, M. J., Die Mysterien des Christentums (*it. I misteri del cristianesimo), Mainz 1925 (= 1865), § 97, p. 658. La stessa cosa vale già, come sottolinea l'autore, per il mistero dell'iniquità che respinge la grazia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1426462185222444347-5929545860080450588?l=spezzalecatene.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1426462185222444347/posts/default/5929545860080450588'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1426462185222444347/posts/default/5929545860080450588'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spezzalecatene.blogspot.com/2008/04/introduzione.html' title='CAPITOLO I: Introduzione'/><author><name>Movimento Gospa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14944804856204661739</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry></feed>
